Puntata 03 — L’acqua nascosta sotto la città

L’acqua piovana viene ancora considerata prevalentemente come qualcosa da allontanare. Piove, l’acqua raggiunge la caditoia, entra nella rete e scompare. È un modello nato quando la priorità urbana era l’igiene e lo smaltimento rapido. Oggi, in presenza di piogge intense alternate a lunghi periodi di siccità e calore, questo paradigma mostra i propri limiti. La città climatica deve imparare invece a trattenere l’acqua. Rain garden, bacini temporanei, depressioni vegetate, canali superficiali e pavimentazioni drenanti possono rallentarne il percorso, permettendole di infiltrarsi e alimentare il terreno. L’acqua raccolta dalle coperture può essere utilizzata per l’irrigazione. I giardini possono diventare piccoli dispositivi idraulici. Le piazze possono trasformarsi temporaneamente durante gli eventi meteorici più intensi. Non occorre nascondere questo processo. Al contrario, l’acqua può tornare visibile e diventare materiale architettonico. Una lama d’acqua poco profonda, un canale lineare o un bacino vegetato possono costruire contemporaneamente spazio, paesaggio e microclima. Nel caso di Barcellona, i sistemi di drenaggio degli assi verdi sono progettati affinché l’acqua possa penetrare nel terreno anziché raggiungere direttamente la fognatura. È una trasformazione apparentemente tecnica, ma profondamente culturale. Significa considerare ogni temporale come una risorsa. La città del futuro potrebbe funzionare come una grande spugna: assorbire quando l’acqua è abbondante, conservarla e utilizzarla quando diventa preziosa. In questo senso, il progetto urbano, in PURArchitettura non separa più paesaggio e infrastruttura. Il paesaggio diventa esso stesso infrastruttura.

Puntata 02 — Depavimentare la città

Quando il progetto più radicale consiste nel togliere. Una parte consistente dello spazio urbano europeo è ricoperta da asfalto, cemento e pavimentazioni impermeabili. Materiali necessari in molti contesti, ma spesso utilizzati ben oltre il reale fabbisogno funzionale. Ogni metro quadrato impermeabilizzato produce due conseguenze: accumula calore e impedisce all’acqua di entrare nel terreno. La città perde così due capacità fondamentali: raffreddarsi e assorbire. Depavimentare non significa trasformare indiscriminatamente le strade in giardini. Significa individuare le superfici superflue e restituire loro una funzione biologica. Un parcheggio può diventare permeabile. Uno spartitraffico può trasformarsi in rain garden. Una fascia stradale sovradimensionata può ospitare alberature. Una piazza completamente minerale può ritrovare porzioni di terreno vivo. Gli Eixos Verds di Barcellona rappresentano bene questo principio: la trasformazione delle strade prevede alberature, zone d’ombra e sistemi di drenaggio che permettono all’acqua piovana di infiltrarsi nel terreno anziché raggiungere immediatamente la rete fognaria. Il suolo diventa così infrastruttura. Non una superficie neutra sulla quale appoggiare la città, ma un organismo capace di trattenere acqua, alimentare vegetazione, favorire biodiversità e contribuire alla regolazione microclimatica. In PURArchitettura iniziamo ogni progetto urbano con una domanda diversa: Quanto suolo possiamo restituire al suolo? È un cambio di prospettiva importante. Perché la città resiliente non sarà necessariamente quella che costruisce di più. Potrebbe essere quella capace di lasciare nuovamente respirare la terra.

Puntata 01 — Progettare l’ombra

PURA | Città climatiche 10 strategie per trasformare il calore urbano in progetto L’ombra non è un effetto dell’architettura. È un’infrastruttura urbana. Per troppo tempo abbiamo progettato le città partendo dalla geometria, dal traffico e dalla superficie disponibile. Il clima arrivava dopo. Oggi questa sequenza deve essere rovesciata. Quando una pavimentazione minerale viene esposta per ore alla radiazione solare, accumula energia e continua a restituirla anche dopo il tramonto. Una strada senza alberi, una fermata dell’autobus priva di protezione o una piazza completamente pavimentata diventano così dispositivi di accumulo termico. Progettare l’ombra significa leggere la città attraverso il movimento del sole. Alberi ad alto fusto, portici, logge, pergole vegetate e strutture stagionali possono comporre una rete continua di protezione climatica. Non elementi occasionali, ma un vero sistema urbano capace di accompagnare gli spostamenti quotidiani. La qualità dell’ombra è inoltre una questione architettonica. Un grande albero produce una protezione dinamica, filtrata, mutevole. Una pergola può essere invece orientata con precisione e integrata con vegetazione rampicante o sistemi fotovoltaici. Nella città di Barcellona sono state progettate soluzioni temporanee come “Mar d’ombres”: strutture modulari, leggere e smontabili, pensate specificamente per migliorare la fruibilità degli spazi pubblici durante le alte temperature. La città climatica nasce da questa consapevolezza: prima ancora di aggiungere verde, dobbiamo disegnare l’ombra. Per PURArchitettura il tema diventa una nuova forma di infrastruttura pubblica, elegante ma soprattutto misurabile: quanta superficie pedonale rimane realmente protetta tra le 12 e le 17 di una giornata estiva? È da questa domanda, apparentemente semplice, che potrebbe iniziare il progetto della città futura.  

Parigi dice addio alle auto e benvenuto agli alberi: il piano ambizioso per una città più verde e sostenibile

La capitale francese si trasforma, 60.000 posti auto sostituiti con nuove aree verdi per combattere il caldo e l’inquinamento Parigi, città dell’amore e della moda, si prepara a una rivoluzione verde. Il nuovo piano climatico della capitale francese, presentato dalla sindaca Anne Hidalgo, prevede un drastico cambiamento del volto urbano: entro il 2030, 60.000 posti auto saranno sostituiti da alberi e nuove aree verdi. Un’iniziativa ambiziosa che mira a trasformare Parigi in una città più sostenibile, vivibile e resiliente ai cambiamenti climatici. Il problema del caldo: Le ondate di calore sempre più frequenti e intense stanno mettendo a dura prova Parigi, trasformandola in una vera e propria isola di calore. L’asfalto e il cemento assorbono il calore durante il giorno e lo rilasciano di notte, aumentando le temperature e peggiorando la qualità dell’aria. La soluzione verde: Per contrastare questo fenomeno, la città ha deciso di puntare sul verde. 300 ettari di nuove aree verdi saranno creati entro il 2030, con una particolare attenzione alla rimozione dei parcheggi e alla piantumazione di alberi. Gli alberi, infatti, non solo assorbono l’anidride carbonica e producono ossigeno, ma offrono anche ombra e contribuiscono a ridurre le temperature. La creazione di “piazze oasi” in ciascuno dei 20 arrondissement di Parigi – le unità amministrative in cui è suddivisa la città – aggiungerà altre aree verdi dove alberi e strutture capaci di generare ombra come i gazebo offriranno ai residenti tregua dal sole e aiutano ad abbassare la temperatura dell’aria nei mesi più caldi. I benefici per i cittadini: Questa trasformazione avrà numerosi benefici per i parigini: – Migliore qualità dell’aria – Riduzione dell’inquinamento acustico – Clima urbano più fresco – Maggiore benessere psicologico – Aumento della biodiversità Il piano climatico di Parigi è un segnale forte e chiaro: le città possono e devono cambiare per diventare più sostenibili. La scelta di privilegiare il verde e la mobilità sostenibile è una sfida ambiziosa, ma necessaria per garantire un futuro migliore alle generazioni future.

Wood up è la prima torre residenziale in Europa con struttura in legno e si trova a Parigi

Con i suoi 50 metri di altezza il primo grattacielo con struttura in legno. Rappresenta una sfida tecnica quando si utilizza un materiale di origine biologica. Progettata dallo studio di architettura LAN, la torre Wood up sta finalmente prendendo forma. Dopo sette anni di lavori di costruzione a sud di Parigi. Eretto nel quartiere Massena-Bruneseau, un’area in rapido sviluppo al confine tra Parigi e le banchine di Ivry-sur-Seine. Quest’area fa parte di un progetto urbano più ampio, Paris Rive Gauche, che mira a sviluppare l’intero versante orientale del XIII arrondissement e a collegare la capitale con i sobborghi vicini. L’edificio è edificato al di sopra dell’infrastruttura stradale per dare al nuovo quartiere di Paris Rive Gauche. L’edificio di 17 piani comprende tre aree distinte: una base commerciale, 132 appartamenti (dal monolocale all’attico) e spazi comuni per i residenti, tutti collegati da una passerella esterna. Come molti altri progetti contemporanei, la torre Wood up è uno spazio individuale e collettivo, che combina aree private e comuni. L’obiettivo è quello di soddisfare il bisogno di indipendenza e di connessione degli utenti, puntando su luce, spazio, comfort e flessibilità, caratteristiche finora poco sperimentate dagli abitanti della città. Tra gli spazi più attesi ci sono una terrazza di 300 metri quadrati con vista su Parigi, un giardino pensile e una hall spaziosa e accogliente. Lo studio LAN, ha ottenuto riconoscimenti e premi internazionali per i suoi progetti innovativi, estetici, ecologici e tecnici. La torre Wood up è stata progettata per integrarsi armoniosamente nell’ambiente circostante, come una cattedrale in una città, per limitare l’inquinamento visivo e atmosferico. Il metodo di costruzione, che ha un basso impatto di carbonio (60% in meno rispetto a un progetto in cemento). Secondo il World Green Building Council, l’ambiente costruito è responsabile di quasi il 40% delle “emissioni globali di carbonio legate all’energia”. Il costruttore si è inoltre impegnato a ripiantare 14.000 alberi come risultato del progetto.

Scegliere il pannello fotovoltaico: una guida tecnica

La scelta del pannello fotovoltaico è un passaggio cruciale nella realizzazione di un impianto solare. Ognuno dei tre principali tipi di pannello – monocristallino, policristallino e a film sottile – presenta caratteristiche distintive in termini di efficienza, costo e versatilità. Tipologie di pannelli fotovoltaici – Monocristallino: Realizzati con silicio purissimo, offrono la massima efficienza (12-19%) e sono i più diffusi. Ideali quando lo spazio è limitato, ma anche i più costosi. – Policristallino: Prodotti fondendo gli scarti dei pannelli monocristallini, sono più economici (10-12%) e meno efficienti. La differenza di performance rispetto ai monocristallini si sta però riducendo grazie ai progressi tecnologici. – Film sottile: Composti da una pellicola sottile di materiale fotovoltaico, sono i meno efficienti (4-8%) ma anche i più economici e versatili. Adatti a superfici irregolari e possono essere flessibili. Superficie necessaria e resa La superficie necessaria per produrre 1 kW varia significativamente a seconda del tipo di pannello: – Monocristallino: 5 m² – Policristallino: 7,24 m² – Film sottile: 11 m² Ad esempio, per un impianto da 3 kWp saranno necessari circa 15 m² di pannelli monocristallini o 33 m² di pannelli a film sottile. Disposizione dei pannelli e rendimento I pannelli possono essere installati su strutture fisse o su sistemi di inseguimento solare, che ottimizzano la captazione dei raggi solari e aumentano la produzione di energia. Costi di manutenzione La manutenzione di un impianto fotovoltaico è essenziale per garantirne l’efficienza nel lungo periodo. Le principali voci di spesa includono: – Pulizia dei pannelli: Fondamentale per rimuovere lo sporco e mantenere alta l’efficienza. – Sostituzione di componenti: Inverter, moduli, fusibili e altri elementi possono necessitare di sostituzione nel tempo. I costi di manutenzione variano a seconda delle dimensioni dell’impianto e delle condizioni ambientali. In media, si stimano tra i 3.000 e i 3.500 € su un periodo di 25 anni. In conclusione, la scelta del tipo di pannello fotovoltaico dipende da diversi fattori, tra cui: – Disponibilità di spazio: Se lo spazio è limitato, i pannelli monocristallini sono la scelta migliore. – Budget: I pannelli a film sottile sono più economici, ma meno efficienti. – Estetica: I pannelli a film sottile possono essere più discreti e adattabili a diverse tipologie di edifici. È fondamentale affidarsi ad una progettazione professionale per ottimizzare l’impianto e ad un installatore qualificato.

Mattoni refrattari un ritorno al passato e un futuro sostenibile per consumo energetico e in molti processi industriali

L’impiego dei mattoni refrattari, una tecnologia risalente all’Età del Bronzo, torna prepotentemente all’attenzione della comunità scientifica come soluzione innovativa per ottimizzare i processi industriali e ridurre l’impatto ambientale. Il problema dell’energia nei processi industriali I processi produttivi moderni richiedono temperature elevate, spesso ottenute tramite la combustione di combustibili fossili. Questa pratica, oltre a inquinare, contribuisce al cambiamento climatico. La necessità di ridurre le emissioni e aumentare l’efficienza energetica ha spinto i ricercatori a cercare alternative più sostenibili. La proposta di Stanford: immagazzinare il calore nei mattoni refrattari Un team di scienziati della Stanford University ha proposto un approccio innovativo: utilizzare i mattoni refrattari per immagazzinare il calore necessario ai processi industriali. “Immagazzinando l’energia nella forma più vicina al suo utilizzo finale – spiega Daniel Sambor, uno degli autori dello studio – si riducono le inefficienze nella conversione energetica. È come immagazzinare acqua calda per avere una doccia calda.” I vantaggi dell’utilizzo dei mattoni refrattari Uno studio approfondito, condotto su 149 paesi responsabili della maggior parte delle emissioni globali, ha evidenziato i numerosi vantaggi dell’impiego dei mattoni refrattari: -Riduzione dei costi: L’utilizzo dei mattoni refrattari porterebbe a un risparmio di oltre mille miliardi di euro a livello globale. -Minor dipendenza dalle batterie: Si ridurrebbe del 14,5% la necessità di accumulare energia nelle batterie, semplificando la transizione energetica. -Minore impatto ambientale: L’utilizzo del suolo diminuirebbe dello 0,4% e il costo globale dell’energia si ridurrebbe di quasi il 2%. -Transizione energetica più rapida ed economica: L’impiego dei mattoni refrattari accelererebbe la transizione verso le energie rinnovabili, con benefici per la salute, il clima e l’economia. Perché i mattoni refrattari? I mattoni refrattari, grazie alla loro capacità di immagazzinare e rilasciare calore, offrono numerosi vantaggi rispetto alle batterie: Costo contenuto: Sono molto più economici delle batterie, con materiali facilmente reperibili. Semplicità: Il loro funzionamento è semplice e non richiede tecnologie complesse. Efficienza: Sono in grado di immagazzinare grandi quantità di calore in modo efficiente. Conclusioni L’utilizzo dei mattoni refrattari rappresenta una soluzione promettente per rendere i processi industriali più sostenibili e meno costosi. Questa tecnologia, seppur antica, si rivela oggi come un alleato prezioso per affrontare le sfide energetiche del futuro.

Rivoluzionario materiale composto con ceramica ultra-bianca ispirata alle scaglie dello scarabeo promette efficienza energetica, resistenza e sostenibilità nel settore delle costruzioni

Un team di ricercatori dell’Università della Città di Hong Kong ha messo a punto un materiale innovativo, la ceramica refrigerante, capace di rivoluzionare il modo in cui raffreddiamo gli edifici. Questa ceramica, infatti, è in grado di garantire un raffreddamento passivo ed efficiente, senza ricorrere a sistemi di climatizzazione tradizionali e quindi senza consumare energia. Come funziona? Ispirandosi alla natura, in particolare alla straordinaria capacità riflettente del coleottero Cyphochilus, i ricercatori hanno sviluppato una ceramica dalla struttura porosa altamente specializzata. Questa struttura, combinata con una composizione chimica accuratamente studiata, permette al materiale di riflettere quasi il 99,6% della luce solare incidente, mantenendo così le superfici fresche anche nelle giornate più calde. Ma le proprietà della ceramica refrigerante non si limitano alla sola riflessione della luce. Grazie a un fenomeno fisico noto come diffusione Mie, il materiale è in grado di disperdere in modo efficiente tutte le lunghezze d’onda della luce solare, minimizzando l’assorbimento di calore. Inoltre, l’elevata emissività termica nel medio infrarosso consente alla ceramica di irradiare efficacemente il calore accumulato, contribuendo ulteriormente al raffreddamento. Vantaggi e applicazioni La ceramica refrigerante presenta numerosi vantaggi rispetto ai materiali tradizionali: Efficienza energetica, permette di ridurre drasticamente il consumo energetico per il raffreddamento degli edifici, contribuendo a mitigare gli effetti del cambiamento climatico. Durata: Grazie alla sua elevata resistenza agli agenti atmosferici e all’usura, la ceramica refrigerante può durare a lungo nel tempo, garantendo un investimento a lungo termine. Versatilità: Può essere utilizzata in diverse applicazioni, dalle coperture degli edifici alle pavimentazioni, offrendo un’ampia gamma di possibilità per un’edilizia più sostenibile. Costo-efficacia: Sebbene i costi di produzione siano ancora in fase di ottimizzazione, le potenziali economie derivanti dalla riduzione dei consumi energetici rendono questa tecnologia altamente competitiva sul lungo termine. Un futuro più fresco L’applicazione della ceramica refrigerante sui tetti degli edifici ha dimostrato di ridurre il consumo energetico per il raffreddamento degli interni di oltre il 20%. Questo risultato apre scenari promettenti per un futuro in cui gli edifici possano essere raffrescati in modo naturale e sostenibile, contribuendo a ridurre l’impatto ambientale dell’edilizia e a migliorare la qualità della vita nelle città. In conclusione La ceramica refrigerante rappresenta una vera e propria rivoluzione nel campo dei materiali da costruzione. Le sue eccezionali proprietà, combinate con un impatto ambientale minimo, la rendono una tecnologia promettente per affrontare le sfide poste dal cambiamento climatico e dalla crescente domanda di energia.

Temperature 1.5°Centigradi sopra la media dell’era preindustriale per 12 mesi

Secondo gli scienziati, il periodo tra luglio 2023 e giugno 2024 ha stabilito un nuovo record come l’anno più caldo mai registrato. L’analisi del Copernicus Climate Change Service (C3S) ha rilevato che la temperatura media globale in questo periodo è stata di 1,64 gradi Celsius superiore ai livelli preindustriali (1850-1900). Si tratta di un dato preoccupante, seppur non inaspettato, che evidenzia la continua intensificazione del riscaldamento globale. Nonostante gli impegni assunti dai leader mondiali di limitare l’aumento delle temperature a 1,5 gradi entro la fine del secolo (obiettivo da intendersi come media decennale, non annuale), questo nuovo record sottolinea come il caldo estremo stia già esponendo un numero crescente di persone a condizioni climatiche pericolose. Inoltre, un aumento sostenuto delle temperature oltre questa soglia aumenta il rischio di eventi climatici estremi e potenzialmente catastrofici. Un trend inesorabile, non un’anomalia Questi dati non rappresentano un’anomalia statistica, bensì un “grande e continuo cambiamento” del clima terrestre. “Anche se questa specifica serie di eventi estremi avrà termine ad un certo punto è inevitabile che nuovi record vengano infranti man mano che il pianeta continua a scaldarsi, a meno che non si ponga fine all’emissione di gas serra nell’atmosfera e negli oceani.” Dati satellitari confermano il trend L’analisi del C3S, che si avvale di miliardi di misurazioni provenienti da satelliti, navi, aeromobili e stazioni meteorologiche, ha rilevato che giugno 2024 è stato il mese più caldo mai registrato, nonché il dodicesimo consecutivo con temperature superiori a 1,5°C rispetto alla media tra il 1850 e il 1900. È importante sottolineare che, a causa di minime differenze nei dati di alcune agenzie climatiche, l’arco temporale di 12 mesi con temperature superiori a 1,5°C potrebbe non essere confermata da tutti gli enti. Tuttavia, il trend generale di riscaldamento è inequivocabile e rappresenta una grave minaccia per il pianeta e le sue popolazioni. Conseguenze devastanti per ecosistemi e biodiversità L’aumento delle temperature ha un impatto drammatico sugli ecosistemi, con alcune aree più vulnerabili di altre. L’ultimo rapporto dell’IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change) ha stimato che un riscaldamento di 1,5 gradi porterà alla morte del 70-90% delle barriere coralline tropicali, mentre un aumento di 2 gradi le cancellerebbe quasi completamente. La situazione è critica e richiede un’azione immediata e concertata a livello globale per ridurre le emissioni di gas serra e mitigare gli effetti del cambiamento climatico. La tutela del pianeta e del futuro dell’umanità dipendono da azioni concrete e tempestive.

Corridoi verdi e piantare alberi è il segreto della sostenibilità – 2°C in meno in tre anni. Ecco l’esempio da seguire della città di Medellin in Colombia

Il sistema del corridoi verdi potrebbe portare ad ottimi risultati in tutte la città del mondo. L’impatto della cementificazione sul clima urbano L’espansione incontrollata delle città, caratterizzata da una massiccia cementificazione, contribuisce ad aggravare il fenomeno del riscaldamento globale. Questo non solo amplifica le problematiche a livello planetario, ma genera anche microclimi urbani nocivi per la salute degli abitanti e per l’ambiente circostante. Medellin, da eterna primavera a estate afosa Medellin, in Colombia, con i suoi circa 2 milioni e mezzo di abitanti, ne è un esempio lampante. Negli ultimi 20 anni, la città ha assistito a una trasformazione preoccupante del suo clima: l’eterna primavera ha ceduto il passo a un’estate afosa e persistente, con aria pesante e irrespirabile. La risposta coraggiosa, il progetto “Corridoi Verdi” Di fronte a questa situazione critica, nel 2016, sotto la guida dell’allora sindaco Federico Gutiérrez, Medellin ha deciso di invertire la rotta e intraprendere un’azione decisa per salvare la propria vivibilità. Nasce così il progetto “Corridoi Verdi”, un’iniziativa da 16,3 milioni di dollari volta alla creazione di 30 corridoi di verde lungo le strade e i corsi d’acqua cittadini. Un impegno concreto, oltre 70 ettari di verde L’ambizioso progetto ha portato al miglioramento o alla creazione di oltre 70 ettari di spazi verdi, comprendendo 20 chilometri di percorsi ombreggiati con piste ciclabili e pedonali. La peculiarità di questa iniziativa risiede nel coinvolgimento diretto della cittadinanza: un team di 150 “giardinieri cittadini”, provenienti da contesti svantaggiati e minoranze, ha lavorato fianco a fianco con 15 ingegneri forestali specializzati. Insieme, hanno piantato e curato centinaia di migliaia di alberi e piante in tutta la città. Ogni pianta scelta con cura, impatto massimo La scelta delle essenze vegetali non è stata casuale, ma oculatamente ponderata per massimizzare il loro impatto positivo. Le diverse specie piantate hanno infatti lo scopo di fornire cibo alla fauna selvatica, favorire la biodiversità e contrastare l’inquinamento atmosferico. Risultato tangibile, un calo significativo delle temperature I benefici del progetto “Corridoi Verdi” non si sono fatti attendere. Già nei primi tre anni di attuazione, le temperature a Medellin hanno registrato un calo di 2°C, con previsioni di un’ulteriore diminuzione di 4-5°C nei prossimi decenni. Questa riduzione considerevole si traduce in un minor ricorso all’aria condizionata e, di conseguenza, in un calo dei consumi energetici. Un modello da seguire per città più vivibili e sostenibili Il caso di Medellin rappresenta un esempio virtuoso di come un’azione decisa e lungimirante possa contrastare gli effetti del cambiamento climatico a livello locale. La creazione di corridoi verdi non solo migliora la qualità dell’aria e riduce le temperature, ma contribuisce anche a creare un ambiente urbano più vivibile, favorendo la mobilità sostenibile e la coesione sociale. L’esperienza di Medellin offre una lezione preziosa che merita di essere replicata in altre città del mondo, impegnate nella lotta contro il cambiamento climatico e nella costruzione di un futuro più sostenibile. Medellin, i benefici tangibili dei “Corridoi Verdi” Oltre al calo significativo delle temperature, il progetto “Corridoi Verdi” ha portato a una serie di altri benefici tangibili per la città di Medellin: Riduzione dell’inquinamento atmosferico. Tra il 2016 e il 2019, si è registrata una diminuzione significativa dei livelli di PM2.5, le dannose polveri sottili. Questo ha portato a un calo del tasso di morbilità e mortalità per infezioni respiratorie acute, migliorando la salute pubblica in generale. Incremento della biodiversità. Gli studi condotti dimostrano un ritorno della fauna selvatica: sono state identificate 30 diverse specie di farfalle in soli cinque corridoi verdi. La creazione di questi spazi verdi ha contribuito a ricostituire l’ecosistema urbano e a favorire la biodiversità. Modello replicabile. L’esperienza di Medellin dimostra che le città possono attuare strategie efficaci per adattarsi al cambiamento climatico e migliorare la qualità della vita dei cittadini. La creazione di corridoi verdi rappresenta un modello replicabile in altri contesti urbani, offrendo soluzioni concrete per contrastare le sfide ambientali. Verso un futuro più sostenibile. Il successo del progetto di Medellin ha ispirato altre città in Colombia, come Bogotá e Barranquilla, ad adottare piani simili. Anche San Paolo, la più grande città del Sud America, ha recentemente avviato l’espansione dei propri corridoi verdi, dimostrando l’ampio potenziale di questa strategia. Dichiarazioni di esperti: Paula Zapata, consulente per Medellin presso C40 Cities: “Sicuramente, i corridoi verdi potrebbero funzionare in molti altri luoghi.” C40 Cities è una rete globale che riunisce circa 100 delle principali città del mondo, tra cui Roma e Milano, che si impegnano per la promozione di un futuro urbano più sostenibile. Il progetto “Corridoi Verdi” di Medellin si inserisce perfettamente in questa visione, offrendo un esempio concreto di come le città possono contribuire attivamente alla lotta contro il cambiamento climatico e al miglioramento della qualità della vita dei cittadini. Sfide e prospettive future Nonostante il suo innegabile successo, il progetto “Corridoi Verdi” di Medellin deve affrontare alcune sfide che è importante considerare: Inquinamento e traffico. I corridoi verdi nelle aree centrali della città si confrontano con elevati livelli di inquinamento atmosferico e traffico veicolare. Questo comporta la necessità di un’attenta gestione e manutenzione per garantire la salute delle piante e la fruibilità degli spazi verdi. Comportamenti incivili, come il gettito di rifiuti da parte degli automobilisti, richiedono un impegno costante per mantenere il decoro e la pulizia dei corridoi. Senzatetto. La presenza di persone senzatetto che cercano rifugio all’interno dei corridoi verdi rappresenta una questione sociale complessa che richiede soluzioni ad hoc. È necessario un dialogo costruttivo con le realtà locali che si occupano di queste tematiche per trovare soluzioni di accoglienza e supporto adeguate, garantendo nel contempo il rispetto del decoro e della fruibilità degli spazi verdi da parte di tutti i cittadini. Costi di manutenzione. La gestione e la manutenzione dei corridoi verdi comportano un costo annuale di circa 625.000 euro. Sebbene non si tratti di una cifra esorbitante, è importante considerare tale onere nel bilancio complessivo della città, soprattutto in un contesto di indebitamento come quello di Medellin (2,8 miliardi di dollari). Efficacia a lungo termine. Monitorare l’evoluzione del progetto nel

Il maggiore risparmio generato dalle fonti rinnovabili consiste nei benefici alla salute

I ricercatori del Lawrence Berkeley National Lab, hanno visto che utilizzando solo l’energia eolica e solare al posto dei combustibili fossili, nei soli ultimi 4 anni gli USA hanno risparmiato 250 miliardi di dollari in spese sanitarie riducendo così gli impatti negativi diretti dell’inquinamento sulla salute umana. Una stima che fa impallidire il costo dell’elettricità che generano e il totale dei sussidi che ricevono. E questo al netto dei benefici nel rallentare il cambiamento climatico. Vari studi indicano i benefici ambientali e sanitari dell’energia eolica nel 2022 stimata in 143 dollari per ogni Mw/ora, mentre quella solare fornisce benefici di 100 dollari/Mw/ora. Considerata la quantità di energia generata dall’energia eolica e solare quell’anno, si tratta di un totale rispettivamente di 62 e 12 miliardi di dollari. Per l’intero periodo 2019-2022, il totale ammonta a 250 miliardi di dollari. Ma a causa delle incertezze presenti in varie analisi, i ricercatori stimano che il valore reale dell’energia eolica sia compreso tra 91 e 183 dollari per Mw/ora, con il solare che presenta un’incertezza proporzionale, in base se presente l’accumulo. La maggior parte di questi benefici (circa il 75%) deriva dalla riduzione delle emissioni di anidride carbonica. Tuttavia, anche le riduzioni delle emissioni di azoto e zolfo sono state sostanziali: hanno eliminato l’equivalente di circa il 20% delle emissioni totali di queste sostanze chimiche del settore energetico. Ciò si traduce nell’evitare circa 1.400 morti premature solo nel 2022. E’ utile cercare di quantificare tutti i modi in cui il passaggio alle energie rinnovabili è positivo per la società nel suo complesso.

Cemento più resistente e più green grazie ai fondi di caffè usati

Alcuni ricercatori australiani stanno trasformando i fondi di caffè usati in un materiale che può essere aggiunto al cemento per renderlo più forte e sostenibile, riducendo potenzialmente le emissioni di gas serra. E’una ricerca che può dare una seconda vita a questi rifiuti organici, trasformandoli in materiale per l’edilizia. Grazie a questa innovazione, il team del Royal Melbourne Institute of Technology (RMIT) ha reso il calcestruzzo più resistente del 30%. Trasformando i fondi di caffè di scarto in biochar grazie alla pirolisi. Il processo ha richiesto una bassa energia, l’assenza di ossigeno e una temperatura di 350 gradi. Con il biochar ottenuto dalla pirolisi, è possibile inoltre sostituire una parte della sabbia utilizzata per fare il cemento. La continua estrazione di sabbia in tutto il mondo, generalmente prelevata dai letti e dalle rive dei fiumi per soddisfare la domanda del settore edile, ha un notevole impatto ambientale. Se ne estraggono circa 50 miliardi di tonnellate l’anno in tutto il mondo. Sostituendo gli scarti del caffè con la sabbia, si tratta però di un intervento simbolico, vista la differenza degli ordini di grandezza.

Arrivano i pannelli solari “Terracotta” colore simile al coppo canale

Invece di deturpare i tetti in tegole di argilla con strutture blu o nere, un’azienda Austriaca lancia un prodotto che ha una colorazione simile ai toni naturali della terracotta e dichiara un’efficienza di conversione del 20,02%. L’evoluzione non solo rende il prodotto meno impattante esteticamente ma legale, specie nel caso di edifici storici soggetti a restrizioni paesaggistiche. Perfetta integrazione nell’architettura Con il nuovo modulo “Terracotta”, l’azienda stabilisce gli standard nell’integrazione edilizia dei moduli fotovoltaici: un materiale di incapsulamento colorato e tecnicamente innovativo raggiunge un effetto rosso omogeneo. Il grande vantaggio qui è una perdita di incapsulamento molto bassa che, in combinazione con la più recente tecnologia delle celle solari TopCon, consente una potenza del modulo di 400 Wp. Grazie al telaio dello stesso colore, il modulo può essere perfettamente integrato nella copertura del tetto o nell’involucro dell’edificio. A differenza dei moduli fotovoltaici convenzionali, i moduli color terracotta si fondono visivamente in modo omogeneo e sono quasi irriconoscibili come moduli solari. Questo prodotto apre nuove possibilità per un’integrazione perfetta, in particolare con i crescenti requisiti visivi nel campo della conservazione dei monumenti.

Come far durare i tuoi pannelli solari più di 25 anni

Quanto possono durare i pannelli solari? hanno una garanzia di 25 anni, ma possono durare 50 anni o più, se li tratti bene. Grazie ai recenti sviluppi, i pannelli solari possono durare davvero a lungo. I nuovi sistemi possono avere una garanzia di 25 anni. Ma i materiali utilizzati nel pannello, vetro e alluminio, sono abbastanza resistenti da poter durare a volte 30, 40 o addirittura 50 anni. Ciò che non funziona sono i componenti elettrici, e molte volte è colpa dell’inverter, quello che converte la corrente continua in corrente alternata. Ma questo può essere sostituito senza nemmeno staccare il pannello stesso. Il pannello solare stesso è modulare, quindi puoi sostituire i singoli componenti elettronici che sono andati male. Se continui a farlo, il pannello stesso potrà durare per decenni a venire. Gli elementi all’interno del pannello solare si degradano abbastanza lentamente. La maggior parte dei pannelli ha un tasso di degrado di circa lo 0,5% all’anno e, se il degrado è più rapido, la garanzia lo coprirà. La maggior parte dei pannelli non si degrada così rapidamente. Anche al ritmo medio, dopo 20 anni il vostro pannello dovrebbe continuare a produrre il 90% della sua produzione originale. Il primo pannello solare moderno al mondo produceva ancora energia all’età di 60 anni, almeno nel 2010. Alcuni passaggi che puoi eseguire per assicurarti che i tuoi pannelli solari funzionino ben oltre la soglia dei 25 anni. Utilizza un programma di installazione affidabile Non ci sono molte scelte quando si tratta di pannelli solari. Non esiste una versione magica “Pro Max” delle celle solari che sarà migliore per te. I pannelli solari sono quasi tutti uguali. Dovresti invece concentrarti sulla ricerca di un installatore affidabile. Chiedi in giro un consiglio personale o cerca l’opzione migliore nella tua zona. E non aver paura di fare domande per capire se sanno di cosa stanno parlando. Potresti chiedere cose come: Da quanto tempo operi nel settore? Quali componenti sono coperti da garanzia e per quanto tempo? Cosa succede se una parte del mio sistema si rompe? Potete suddividere il costo totale del mio sistema? Come posso monitorare le prestazioni del mio pannello solare? Durante l’installazione, assicurarsi che i pannelli siano installati con l’angolazione corretta per una generazione di elettricità ottimale. Scegli un angolo che riceva la maggior quantità di luce solare durante tutto l’anno. Pulire regolarmente i pannelli Uno strato di polvere ridurrà l’efficienza dei tuoi pannelli e, nel tempo, potrebbe danneggiare anche i componenti. Assicurati di pulire regolarmente i pannelli. Non puoi camminare sui pannelli, ma va bene asciugarli. Puoi anche usare una scopa per spazzare via i detriti, ma assicurati di non applicare troppa pressione. Monitorare regolarmente il funzionamento Per sapere come funzionano i pannelli, è necessario monitorare di tanto in tanto la loro produzione di energia. I sistemi di energia solare sono passivi e dispongono anche di un interruttore di sicurezza con spegnimento automatico. Questo può scattare durante gli sbalzi di tensione. È meglio tenere d’occhio il display telemetrico, per vedere che il sistema di alimentazione sia abilitato e che stia generando elettricità a una velocità adeguata e costante. In caso contrario, è tempo di un controllo. La manutenzione regolare aiuterà molto la longevità del sistema Anche se un pannello solare durerà 25 anni o più, potrebbe non farcela se prevedi di lasciarlo da solo per 25 anni. La tecnologia associata al pannello, come cavi e componenti elettrici, richiederà cura e sostituzione di tanto in tanto, quindi dovresti iscriverti a ispezioni regolari del sistema di pannelli solari.

Pergotende fotovoltaiche dehor e carport fotovoltaico differenze

Le Pergotende fotovoltaiche e i carport fotovoltaici sono entrambi sistemi che integrano pannelli solari per la produzione di energia. Le Pergotende e i dehor fotovoltaici uniscono la funzionalità di una pergola o tenda da esterni con la capacità di generare energia solare. Questi sistemi integrano pannelli solari nella struttura stessa della Pergotenda, consentendo di sfruttare lo spazio esterno per creare ombra e protezione dagli agenti atmosferici, mentre contemporaneamente catturano l’energia solare per la produzione di elettricità. In sintesi, offrono un ambiente protetto e confortevole all’esterno mentre generano energia pulita. Un carport fotovoltaico è una struttura coperta che fornisce protezione ai veicoli, come automobili o biciclette, mentre allo stesso tempo integra pannelli solari per la produzione di energia elettrica. La sua funzione principale è quella di offrire riparo ai veicoli dagli agenti atmosferici come pioggia, neve o sole e contemporaneamente sfrutta la superficie della copertura per catturare l’energia solare e convertirla in elettricità utilizzabile. Oltre alla funzione di protezione, il carport fotovoltaico serve anche come generatore di energia sostenibile. La principale differenza sta nell’uso: le Pergotende sono strutture progettate per fornire copertura ad aree come dehor giardini o terrazzi, mentre i carport sono pensati per coprire e proteggere veicoli come automobili o biciclette. I carport ha più flessibilità nella scelta del luogo dell’installazione vista l’adattabilità della struttura in base allo spazio esterno disponibile. Quest’ultima è ancorata a terra secondo le normative vigenti, ma può essere facilmente smontata senza l’ausilio di macchinari. Entrambi sfruttano l’energia solare per generare elettricità, ma hanno scopi e design diversi.