Perché il bidet è obbligatorio per legge

Perché il bidet è obbligatorio per legge (e cosa significa quando ristrutturi casa) Nel contesto della progettazione residenziale italiana esiste una particolarità normativa spesso poco conosciuta dai committenti: la presenza del bidet rientra tra le dotazioni igienico-sanitarie minime richieste per rendere un’abitazione conforme sotto il profilo edilizio e sanitario. Non si tratta di una consuetudine culturale, ma di un preciso riferimento legislativo nazionale: il D.M. 5 luglio 1975 (“Modificazioni alle istruzioni ministeriali 20 giugno 1896 relativamente all’altezza minima ed ai requisiti igienico-sanitari principali dei locali di abitazione”), ancora oggi cardine nella valutazione di abitabilità e agibilità degli immobili. Il riferimento normativo: cosa prescrive il D.M. 5 luglio 1975 Il decreto stabilisce i requisiti minimi igienico-sanitari degli alloggi, definendo: • dimensioni minime dei locali; • aerazione e illuminazione; • dotazione obbligatoria dei servizi igienici. Secondo tali disposizioni, almeno un bagno dell’unità immobiliare deve essere dotato di: • vaso WC • lavabo • bidet • vasca da bagno o doccia Questa configurazione rappresenta il cosiddetto “servizio igienico completo”, necessario ai fini del rilascio dell’agibilità. In quale bagno è obbligatorio L’obbligo riguarda il bagno principale dell’abitazione, cioè quello che nei titoli edilizi viene identificato come servizio igienico a supporto dell’alloggio. Se tale bagno non possiede tutti gli elementi richiesti: • l’immobile può risultare non conforme ai requisiti igienico-sanitari; • possono emergere criticità in fase di agibilità, ristrutturazione, compravendita o mutuo. Bagni secondari: quando il bidet non serve Una volta garantita la presenza di un servizio igienico completo, eventuali bagni aggiuntivi: • possono essere progettati senza bidet; • possono contenere solo WC e lavabo (tipico dei bagni “en-suite”); • possono assumere configurazioni più flessibili in funzione dello spazio disponibile. Questa distinzione è fondamentale nella progettazione contemporanea, dove l’ottimizzazione delle superfici richiede scelte distributive mirate. Il caso di monolocali e abitazioni di piccole dimensioni Anche negli alloggi di ridotta superficie il principio generale resta valido. Tuttavia, alcuni regolamenti edilizi locali ammettono soluzioni integrate, ad esempio: • WC con funzione bidet incorporata (sanitari multifunzione); • sistemi equivalenti che garantiscano la medesima funzione igienica. In questi casi è sempre necessaria una valutazione preventiva con l’ufficio tecnico comunale. Immobili costruiti prima del 1975: serve adeguarsi? Per gli edifici realizzati prima dell’entrata in vigore del decreto vale il principio del legittimo stato: • se l’immobile non è mai stato modificato, non esiste obbligo retroattivo; • l’obbligo scatta al primo intervento edilizio rilevante (CILA, SCIA, ristrutturazione). Questo è uno degli aspetti più delicati nelle riqualificazioni, dove ogni intervento comporta l’adeguamento alle norme attuali. Quando la mancanza del bidet diventa un problema concreto Nella pratica professionale, le verifiche emergono soprattutto in queste fasi: • presentazione di pratiche edilizie di ristrutturazione; • segnalazione certificata di agibilità; • perizie per concessione di mutui; • verifiche di conformità urbanistica in caso di vendita; • cambi di destinazione d’uso (es. da ufficio a residenziale). Un bagno non conforme può comportare richieste di adeguamento prima di concludere l’operazione immobiliare. Distanze minime e criteri progettuali L’inserimento del bidet non è solo un fatto “formale”, ma richiede una corretta impostazione tecnica: • distanza minima consigliata tra WC e bidet: circa 20 cm; • spazio frontale adeguato per l’utilizzo (ergonomia e accessibilità); • predisposizione di acqua calda e fredda; • corretta ventilazione naturale o meccanica del locale. Una progettazione errata degli scarichi rende molto più oneroso intervenire successivamente. Perché questa norma è tipicamente italiana La normativa nasce da una tradizione legislativa particolarmente attenta agli aspetti igienico-sanitari dell’abitare. L’obiettivo del decreto del 1975 era uniformare gli standard abitativi nazionali, garantendo condizioni minime di salubrità domestica su tutto il territorio. Oggi quella stessa norma continua a incidere concretamente sul valore, sulla commerciabilità e sulla regolarità tecnica degli immobili. Il ruolo del progettista nelle ristrutturazioni Nella pratica progettuale contemporanea il tema non è “mettere o togliere il bidet”, ma: – verificare la conformità normativa prima di intervenire – valutare soluzioni integrate nei casi di spazi ridotti – coordinare layout, impianti e pratiche edilizie – evitare difformità che possano emergere in fase di vendita o collaudo In sintesi Situazione Bidet richiesto Bagno principale dell’abitazione ? Obbligatorio Bagni secondari Facoltativo Immobili ante 1975 non modificati Non obbligatorio Ristrutturazioni post-1975 Adeguamento necessario Soluzioni integrate certificate Ammissibili previa verifica PURARCHITETTURA affronta questi aspetti già nelle fasi preliminari di progetto, perché la qualità di una ristrutturazione non è solo estetica o funzionale, ma anche normativa e documentale, condizione indispensabile per garantire sicurezza dell’investimento e piena regolarità dell’immobile.
Verifica urbanistica e catastale: perché è fondamentale prima di una compravendita o per accedere ai bonus edilizi

Purarchitettura — Servizi di progettazione, consulenza urbanistica e catastale per privati, imprese ed immobiliari Acquistare o vendere un immobile, oppure avviare lavori agevolati con i bonus fiscali, significa oggi non solo occuparsi della parte economica e progettuale: è essenziale verificare la conformità urbanistica e catastale dell’immobile. Nel nostro studio, a Zero Branco in Provincia di Treviso, con esperienza consolidata su edifici unifamiliari e interventi di recupero, offriamo un servizio completo di diagnosi e regolarizzazione — una tappa preventiva che protegge venditori, acquirenti, banche, e committenti dai rischi di contenziosi, contestazioni o perdita delle agevolazioni fiscali. Cosa comprendono le nostre verifiche 1 Controllo documentale e planimetrico • Analisi degli atti (atto di provenienza, vecchie concessioni, titoli edilizi) e confronto con la situazione reale in loco. • Verifica dello stato di fatto mediante rilievo, confronto con planimetrie catastali e con l’archivio comunale. 2 Verifica catastale (accatastamento/voltura) • Controllo della corrispondenza tra le planimetrie catastali e lo stato reale dell’immobile. • Assistenza in pratiche di voltura, aggiornamento/accatastamento e correzione dati catastali necessari per la compravendita o per la fruizione delle detrazioni. 3 Verifica urbanistica • Accertamento del titolo edilizio (permesso a costruire, SCIA, CILA) e verifica di eventuali difformità o varianti non regolarizzate. • Valutazione della compatibilità urbanistica con il piano regolatore e le norme locali. 4 Analisi per l’accesso ai bonus edilizi • Valutazione preliminare della fattibilità degli interventi agevolabili (Bonus Ristrutturazioni, Ecobonus, Sismabonus, Conto termico 3.0) e della documentazione richiesta per fruire delle detrazioni o del credito d’imposta. • Predisposizione della documentazione tecnica richiesta (asseverazioni, computi metrici, attestazioni, diagnostica energetica di massima, APE). Sanatorie e accertamenti di conformità Se emergono difformità rispetto ai titoli edilizi, lo studio può: • valutare la possibilità di sanatoria tramite accertamento di conformità (art. 36 D.P.R. 380/2001) o tramite le procedure ammesse dalle normative vigenti; • assistere nella predisposizione del progetto per la regolarizzazione e nel rapporto con l’Ufficio tecnico comunale; • stimare i costi dell’eventuale oblazione/contributo e i tempi necessari per il rilascio del provvedimento. La sanatoria non è sempre ammessa: la fattibilità dipende dalla normativa vigente, dalla tipologia di abuso e dalla sussistenza dei requisiti tecnici e urbanistici (“doppia conformità”). Il nostro ruolo è verificare caso per caso e proporre la soluzione più efficace. Recupero dei sottotetti Il recupero dei sottotetti è una soluzione molto richiesta per aumentare valore e vivibilità dell’immobile. La normativa nazionale e le leggi regionali prevedono limiti e requisiti (altezza media e minima, rapporti aero-illuminanti, requisiti igienico-sanitari). Lo studio esegue: • verifica degli indici e dei requisiti di abitabilità; • progettazione per il recupero (strutturale, impiantistica e architettonica); • assistenza nelle pratiche per il titolo abilitativo e per la richiesta di contributi o detrazioni. Perché una verifica preventiva conviene • Sicurezza legale: evita che emergano vizi successivi alla compravendita. • Accesso alle agevolazioni fiscali: molte detrazioni richiedono conformità urbanistica e corretta documentazione catastale; una verifica anticipata previene il rischio di decadenza dal beneficio. • Valutazione economica realistica: conoscere le eventuali opere necessarie per la regolarizzazione aiuta a definire il prezzo e le condizioni della compravendita. Come lavoriamo (metodologia) 1. Incontro preliminare e raccolta documenti. 2. Rilievo in sito e confronto con documentazione. 3. Redazione della diagnosi (report tecnico con soluzione/e possibili e stima costi/tempi). 4. Assistenza completa per le pratiche catastali e urbanistiche, per eventuali sanatorie e per la progettazione degli interventi.
Una Casa ad Alta Efficienza Energetica e senza barriere architettoniche

Come Ottenere una Casa ad Alta Efficienza Energetica e senza barriere architettoniche: Guida Completa con Purarchitettura Introduzione Nel 2025, la realizzazione di edifici ad alta efficienza energetica è una priorità per ridurre i consumi, migliorare il comfort abitativo e contribuire alla sostenibilità ambientale. Affidarsi a un team esperto come Purarchitettura consente di affrontare questo percorso con competenza tecnica e supporto nella gestione degli incentivi fiscali disponibili. 1. Analisi Energetica Iniziale Il primo passo consiste in un’analisi energetica approfondita dell’edificio esistente o del progetto in fase di sviluppo. Questa fase include: • Sopralluogo tecnico: valutazione delle condizioni dell’involucro edilizio, strutturali e impiantistiche. • Analisi termografica: identificazione di dispersioni termiche e ponti termici. • Simulazione energetica: utilizzo di software specifici per modellare il comportamento energetico dell’edificio. Questi strumenti permettono di individuare le aree critiche e di definire un piano di intervento mirato. 2. Interventi sull’Involucro Edilizio L’involucro edilizio rappresenta la barriera principale tra l’ambiente interno e quello esterno. Per migliorare l’efficienza energetica, è fondamentale intervenire su: 2.1 Isolamento Termico • Cappotto termico esterno: utilizzo di materiali come EPS o lana di roccia per ridurre le dispersioni di calore. • Isolamento del tetto: impiego di materiali ad alta inerzia termica per migliorare l’efficienza energetica dell’edificio. • Materiali a cambiamento di fase (PCM): materiali che assorbono o rilasciano calore durante i cambiamenti di stato, migliorando l’efficienza energetica dell’involucro edilizio. • Isolamento interno: Per migliorare l’isolamento termico e acustico degli ambienti interni, è possibile installare contropareti in cartongesso abbinate a materiali isolanti come lana di roccia, fibra di legno o polistirene espanso. Questa soluzione è particolarmente utile in ambienti con spazi limitati o in presenza di umidità. Vantaggi: • Miglioramento dell’isolamento termico e acustico. • Facilità di installazione e manutenzione. • Possibilità di integrare impianti elettrici o di illuminazione. Criticità: • Possibile formazione di condensa se non correttamente ventilate. • Necessità di spazio aggiuntivo per l’installazione. 3. Impianti ad Alta Efficienza Energetica La scelta e la progettazione di impianti efficienti sono cruciali per il raggiungimento di elevate prestazioni energetiche. Alcune soluzioni includono: 3.1 Pompe di Calore • Pompe di calore aria-acqua o geotermiche: per la climatizzazione invernale ed estiva e la produzione di acqua calda sanitaria. • Sistemi ibridi: combinazione di pompe di calore e caldaie a condensazione per ottimizzare i consumi energetici. 3.2 Impianti Fotovoltaici e Solare Termico • Pannelli fotovoltaici ad alta efficienza: per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili. • Sistemi di accumulo: per immagazzinare l’energia prodotta e utilizzarla nei momenti di maggiore necessità. 3.3 Sistemi di Ventilazione Meccanica Controllata (VMC) • VMC con recupero di calore: per garantire un ricambio d’aria efficiente senza compromettere il comfort termico. 4. Adeguamento delle Barriere Architettoniche L’eliminazione delle barriere architettoniche è fondamentale per garantire l’accessibilità e la fruibilità degli spazi da parte di tutti. Gli interventi possono includere: • Installazione di ascensori o montascale: per superare dislivelli tra i piani. • Rimozione o modifica di ostacoli: come gradini o soglie, per facilitare l’accesso. • Adeguamento dei servizi igienici: per renderli accessibili a persone con disabilità. Questi interventi sono ammessi anche se effettuati su singole unità immobiliari, a condizione che rispettino i requisiti tecnici previsti dal decreto del Ministro dei lavori pubblici n. 236 del 14 giugno 1989 e siano asseverati da un tecnico abilitato Agenzia delle Entrate. 5. Risoluzione di Problemi di Infiltrazioni e Umidità di Risalita Le infiltrazioni d’acqua e l’umidità di risalita sono problematiche comuni che possono compromettere la salubrità e la durabilità degli edifici. Le soluzioni includono: 5.1 Infiltrazioni • Impermeabilizzazione delle superfici esterne: utilizzo di membrane bituminose o resine impermeabilizzanti per proteggere le strutture dalle infiltrazioni. • Drenaggio perimetrale: installazione di sistemi di drenaggio per convogliare l’acqua lontano dalle fondazioni. 5.2 Umidità di Risalita • Barriere chimiche: iniezione di resine idrofobiche nelle murature per interrompere il percorso dell’umidità. • Intonaci traspiranti: utilizzo di materiali che permettono la traspirazione delle pareti, evitando la formazione di condensa. 6. Incentivi Fiscali e Agevolazioni Per supportare gli interventi di efficientamento energetico, sono disponibili diverse agevolazioni fiscali: 6.2 Bonus Ristrutturazione Prevede una detrazione fiscale del 50% per le spese sostenute fino a un massimo di 96.000 euro per unità immobiliare. Gli interventi possono includere: • Ristrutturazione edilizia. • Eliminazione delle barriere architettoniche. 6.3 Bonus Barriere Architettoniche Fino al 31 dicembre 2025, è prevista una detrazione fiscale del 75% per interventi finalizzati al superamento delle barriere architettoniche, come l’installazione di ascensori o la sostituzione dei gradini con rampe. 7. Procedura Operativa per il Cliente Per intraprendere un progetto di efficientamento energetico con Purarchitettura, il cliente deve seguire un iter strutturato: 1. Consultazione iniziale: discussione delle esigenze e obiettivi del cliente. 2. Analisi preliminare: valutazione delle condizioni esistenti e identificazione delle aree di intervento. 3. Progettazione integrata: sviluppo di un progetto che integri architettura, impianti e soluzioni tecnologiche. 4. Gestione delle pratiche burocratiche: assistenza nell’ottenimento degli incentivi fiscali e nelle autorizzazioni necessarie. 5. Esecuzione dei lavori: coordinamento delle attività in cantiere e supervisione della qualità. 6. Collaudo e certificazione: verifica delle prestazioni energetiche e rilascio delle certificazioni richieste. Conclusioni Realizzare una casa ad alta efficienza energetica è un investimento che comporta vantaggi economici, ambientali e di comfort abitativo. Affidarsi a un team esperto come Purarchitettura garantisce un approccio professionale e integrato, capace di ottimizzare ogni aspetto del progetto. Contattaci per una consulenza personalizzata e inizia il tuo percorso verso un’abitazione più sostenibile ed efficiente.
Villorba inaugura la riqualificazione dell’edificio ATER in via del Dominicale: un passo concreto verso l’efficienza abitativa

Villorba inaugura la riqualificazione dell’edificio ATER in via del Dominicale: un passo concreto verso l’efficienza abitativa Nella mattinata del 25 settembre 2025 si è svolta la cerimonia ufficiale per l’inaugurazione dell’intervento di riqualificazione dell’edificio ATER sito in Via del Dominicale n. 45/47 in Villorba (Treviso), realizzato grazie ai fondi del PNRR. L’opera, attesa da tempo, rappresenta un tassello importante nel piano di rigenerazione del patrimonio di edilizia residenziale pubblica nel territorio trevigiano. Un investimento su misura per Villorba L’intervento, programmato nell’ambito del programma PT223 – “Sicuro, Verde, Sociale”, comprende la riqualificazione energetica e strutturale di due condomini per un totale di 18 alloggi. L’importo complessivo dei lavori, diretti dall’Arch. Nicola Giusto, ammonta a €. 939.322,47, di cui €. 826.281,65 per i lavori e €. 113.040,82 per gli oneri della sicurezza. L’iniziativa si inserisce in un più ampio impegno di ATER Treviso per promuovere la riqualificazione del patrimonio residenziale pubblico in città e provincia. Presenze istituzionali e ruolo tecnico Alla cerimonia hanno preso parte diverse autorità e figure tecniche di rilievo: – Giacinto Bonan, Vice Sindaco di Villorba – Valeria Salvati, Consigliere Provinciale – Rappresentanti dell’ATER di Treviso – I tecnici dello studio Purarchitettura, con gli architetti Nicola Giusto e Nicola Barbazza, che hanno coordinato il progetto e Arch. Marco Carraretto, in veste di Coordinatore della Sicurezza Durante l’evento, il Vice Sindaco Bonan ha sottolineato come questa opera non è solo un restyling esterno, ma una risposta concreta al bisogno abitativo e al miglioramento delle condizioni di vita degli inquilini. Il consigliere provinciale Salvati ha rimarcato la valenza territoriale dell’iniziativa, sancendo la collaborazione tra enti locali e ATER per dare risposta alle sfide dell’edilizia sociale. Interventi eseguiti Il progetto ha previsto i seguenti lavori: – isolamento termico dell’involucro edilizio – isolamento e impermeabilizzazione tetto – rivestimenti esterni e rinnovo degli intonaci – sostituzione degli infissi – adeguamenti impiantistici e adeguamento alle normative in materia di sicurezza e accessibilità – miglioramenti delle parti comuni – sostituzione generatori di calore Il servizio di progettazione definitiva/esecutiva, la direzione lavori e il coordinamento della sicurezza sono stati assegnati tramite affidamento diretto raggruppamento dei professionisti costituito dall’Arch. Nicola Giusto, arch. Marco Carraretto, Arch. Nicola Barbazza e il Geom. Fabio Sottana. Sfide e aspettative Il progetto nasce con l’obiettivo di innalzare la qualità abitativa, ridurre i consumi energetici e assicurare maggiore sicurezza. In un contesto dove gli investimenti pubblici per l’edilizia popolare non sono scontati, la realizzazione di questa opera simboleggia un risultato concreto nel cammino verso edifici più sostenibili. Tuttavia, rimangono alcuni nodi da sciogliere: garantire la manutenzione nel tempo e favorire la partecipazione degli inquilini nella gestione delle parti comuni rinnovate. Il contesto più ampio Villorba non è il solo territorio coinvolto: ATER Treviso ha previsto analoghi interventi in diversi Comuni tra cui Oderzo, Conegliano, Vittorio Veneto e Gaiarine, per un investimento complessivo che supera gli 11 milioni di euro. Progetti simili hanno già visto la luce altrove, con risultati rilevanti dal punto di vista energetico e sociale. L’auspicio è che l’esperienza di via del Dominicale sia da stimolo per ulteriori interventi nel tessuto residenziale pubblico del territorio.
La nuova frontiera della credibilità nelle perizie immobiliari dopo Mantova

Mantova, 19-20 settembre 2025 – In un contesto che evolve fra sfide tecnologiche, normative e mercati sempre più complessi, l’VIII edizione dell’evento Valutazioni Immobiliari: Cultura & Mercato del Real Estate promosso da e-valuations a Mantova ha rimesso al centro del dibattito una domanda essenziale: che valore aggiunto porta avere un perito certificato e come riconoscere chi lo sia davvero? Negli interventi e nei panel dei due giorni, relatori, professionisti, rappresentanti delle istituzioni e operatori di settore hanno affrontato i macrotrend che già modificano il profilo del valutatore immobiliare, le criticità normative, nonché le best practice per garantire stime affidabili, trasparenti e con solide basi metodologiche. I temi principali emersi a Mantova Standard normativi e certificazione (UNI 11558, prassi di riferimento, standard internazionali) È emerso con forza che la norma UNI 11558:2014 è il perno attorno al quale ruotano le aspettative sulla qualità del valutatore immobiliare: conoscenze, abilità e competenze richieste devono rispondere a criteri chiari. La certificazione è proprio quella che attesta che il professionista possiede la competenza per utilizzare metodologie classiche quali il confronto di mercato, la capitalizzazione diretta o il criterio del costo. Mercato, AI, demografia, geopolitica: nuove forze del cambiamento Nel panel inaugurale “Le Forze del Cambiamento: Come AI, Demografia e Geopolitica riscrivono i servizi immobiliari” si è discusso di come i dati, le tecnologie intelligenti e i mutamenti demografici impongano al valutatore una prospettiva più ampia: non basta la tecnica, serve saper interpretare il mercato che cambia, prevedere rischi, identificare trend. Equo compenso, responsabilità professionale e qualità del mandato Quality, trasparenza, responsabilità: sono state le parole ricorrenti quando si è parlato di CTU & Riforme, e del rapporto professionale con banche, istituzioni e clienti privati. Un perito certificato non è solo una garanzia tecnica ma anche un garanzia etica, che può offrire deleghe chiare, contenziosi ridotti, stime che si difendono. Nuove asset class, sostenibilità, funzionalità degli immobili Con i Data Center, le “batterie per l’accumulo di energia”, immobili con standard di efficienza e impatto ambientale elevato o con destinazioni non tradizionali, si è compreso che il perito deve conoscere non solo la morfologia tradizionale del costruito ma anche gli aspetti energetici, tecnologici, urbanistici che condizionano valore e rischi. Il ruolo della certificazione come leva di fiducia per clienti, istituzioni e mercato finanziario Molti interventi hanno ribadito che avere competenze certificate aiuta a superare la diffidenza, a rispondere alle richieste normative (banche, crediti ipotecari, procedure concorsuali), e a imprimere maggiore trasparenza nelle valutazioni immobiliari. Un perito non certificato rischia di essere meno competitivo, meno credibile in sede giudiziaria, meno affidabile per gli stakeholder. Il ruolo e i requisiti del perito certificato: cosa significa concretamente Alla luce dei temi sviluppati a Mantova e del quadro normativo, ecco cosa significa essere perito certificato e perché, al momento di scegliere un professionista per redigere una perizia di stima, è importante verificare certi elementi. Chi è il perito certificato? È il professionista certificato secondo norme come la UNI 11558:2014, che permette di valutare immobili mediante metodologie “tradizionali” come il confronto di mercato, il criterio del costo, la capitalizzazione diretta. E’ esperto in metodiche finanziarie complesse, come il flusso di cassa scontato o capitalizzazione finanziaria su asset complessi. Requisiti fondamentali per la certificazione B01 Esperienza professionale specifica: almeno 3 anni nel settore della valutazione immobiliare. Conoscenze tecniche: estimo, mercato immobiliare, diritto (urbanistico, pubblico e privato), elementi catastali, tecniche costruttive, fiscalità immobiliare, statistica e matematica finanziaria. Diploma di istruzione di secondo grado (scuola superiore) come requisito minimo del titolo di studio. Polizza assicurativa per i rischi professionali correlati all’attività valutativa. Iscrizione a un albo, ordine o collegio professionale che abiliti a svolgere attività estimative nel contesto legale italiano. Come scegliere un perito qualificato: checklist da Mantova e oltre Dall’evento di Mantova emergono alcuni criteri pratici che chi richiede una perizia di stima dovrebbe sempre verificare: Criterio Domanda da porsi / cosa verificare Certificazione Il professionista possiede il certificato “Valutatore Immobiliare”? È rilasciato da organismo accreditato? È in corso di validità? Riferimento normativo Si attiene alla norma UNI 11558:2014, alla prassi PdR UNI 19/2016, agli Standard internazionali (IVS, EVS)? Esperienza Ha almeno 3 anni di esperienza specifica e documentabile nel campo delle stime immobiliari? In che tipologie? Competenze tecniche Conosce gli elementi di diritto urbanistico e catastale, le tecniche costruttive, la fiscalità, l’efficienza energetica, la variabilità dei mercati? Trasparenza metodologica La perizia indica chiaramente la metodologia usata, i parametri, le fonti dati? È difendibile e riproducibile? Responsabilità e copertura assicurativa Esiste assicurazione per danni, responsabilità professionale? In caso di contenzioso, il professionista è sufficientemente preparato anche dal punto di vista giuridico? Aggiornamento professionale Frequenta corsi, ottiene crediti formativi, tiene il passo con cambiamenti normativi, tecnologici e di mercato? Conclusione: perché il B01 come scelta minima credibile L’evento di Mantova ha confermato che nel contesto reale del Real Estate – dove istituti di credito, clienti privati, investitori e amministrazioni pubbliche richiedono stime sempre più robuste – il perito certificato non è più un extra, ma un requisito di base per garantire affidabilità, trasparenza e legittimità. Chi commissiona una perizia – che sia in sede civile, giudiziaria, bancaria o per investimenti – deve chiedersi non solo chi la fa, ma se quella persona ha i requisiti normativi e la competenza certificata per svolgerla. Affidarsi ad un tecnico qualificato offre un solido punto di partenza per raggiungere correttamente gli obiettivi prefissati
La città “utopica” California Forever annuncia un enorme parco manifatturiero tecnologico e residenziale

California Forever ha annunciato l’intenzione di costruire un enorme parco manifatturiero chiamato Solano Foundry, l’ultima aggiunta al suo piano urbanistico “utopico” sostenuto da un gruppo di miliardari della Silicon Valley. Entro il 2040, la nuova città porterà 53.000 posti di lavoro permanenti e un impatto economico annuale di 16 miliardi di dollari Solano Foundry si estende su 850 ettari e può ospitare 3,7 milioni di metri quadrati di spazi per la produzione di tecnologie avanzate. Il parco manifatturiero sarà costruito come parte del suo progetto di città pedonale con oltre 175.000 abitazioni. Le aziende manifatturiere statunitensi non possono vincere “costruendo fabbriche in uscite autostradali erette in mezzo al nulla. I migliori lavoratori non vogliono lavorare lì, ma vogliono lavorare in ambienti costruiti a misua d’uomo”. Questo sito offrirà permessi rapidi, trasporto per i prodotti finiti e molta energia da fonti rinnovabili. La speranza è che attiri talenti nei settori hardware, ingegneria e intelligenza artificiale dalla relativamente vicina Silicon Valley. La contea di Solano si trova circa 40 miglia a nord-est di San Francisco. La costruzione inietterà un impatto economico da 33 miliardi di dollari su Solano in 13 anni. Oltre 12.000 nuovi posti di lavoro saranno creati a Solano durante la costruzione e, una volta completato, il piano California Forever porterà oltre 53.000 nuovi posti di lavoro a Solano. La città fornirà un nuovo motore economico per Solano, con sicurezza attiva e contribuendo a risolvere le sfide abitative ed energetiche della California.
25 musei da vedere almeno una volta nella vita

Quando si parla di musei, è inevitabile toccare i concetti di cultura architettonica e arte, poiché questi tre elementi sono profondamente interconnessi e si influenzano a vicenda in modi significativi. L’architettura di un museo non è semplicemente un contenitore per le opere d’arte, ma è essa stessa un’espressione culturale che riflette i valori, le idee e le tecnologie di un determinato periodo storico. La forma, i materiali, l’organizzazione degli spazi e l’integrazione con l’ambiente circostante contribuiscono a creare un’esperienza unica per il visitatore. I musei sono luoghi deputati alla conservazione, all’esposizione e all’interpretazione delle opere d’arte. L’arte, in tutte le sue forme (pittura, scultura, fotografia, installazioni, ecc.), è un’espressione fondamentale della creatività umana e un mezzo per comunicare emozioni, idee e storie. I musei offrono al pubblico l’opportunità di entrare in contatto con queste opere, di comprenderle nel loro contesto storico e culturale e di apprezzarne il valore estetico. Il legame tra musei, cultura architettonica e arte è evidente in molti modi: Molti musei sono essi stessi delle opere d’arte, progettate da architetti famosi che hanno saputo creare edifici iconici e funzionali. L’architettura dei musei è progettata per valorizzare le opere esposte, creando percorsi espositivi fluidi, illuminazione adeguata e ambienti che favoriscano la contemplazione e la comprensione.>In molti casi, l’architettura di un museo entra in dialogo con le opere esposte, creando un’esperienza sinestetica che coinvolge il visitatore a livello emotivo e intellettuale. I musei non sono solo luoghi di conservazione, ma anche centri di produzione culturale, ospitando mostre temporanee, eventi, conferenze e attività educative che arricchiscono l’offerta culturale di una città o di un territorio. L’architettura di un museo gioca un ruolo fondamentale nell’esperienza del visitatore e nella valorizzazione delle opere esposte. La forma dell’edificio, gli spazi interni, l’illuminazione e l’organizzazione dei percorsi espositivi contribuiscono a creare un’atmosfera unica e coinvolgente. La forma di un museo può essere iconica e rappresentativa dell’identità dell’istituzione, oppure più funzionale e integrata nel contesto urbano. L’illuminazione è un elemento cruciale per la corretta fruizione delle opere d’arte. La luce naturale, quando possibile, è preferibile perché esalta i colori e i dettagli. Tuttavia, spesso è necessario l’utilizzo di luce artificiale per garantire una corretta illuminazione e conservazione delle opere. Il percorso espositivo deve essere chiaro, intuitivo e in grado di guidare il visitatore attraverso la collezione in modo логично e coinvolgente. Gli spazi devono essere adeguati alle dimensioni e al tipo di opere esposte, creando un dialogo tra arte e architettura. Arte 01 Louvre (Parigi): Uno dei musei più grandi e famosi al mondo, ospita capolavori come la Gioconda e la Venere di Milo. 02 Galleria degli Uffizi (Firenze): Custodisce una straordinaria collezione di opere del Rinascimento italiano, tra cui capolavori di Botticelli, Leonardo da Vinci e Michelangelo. 03 Museo del Prado (Madrid): Considerato uno dei più importanti musei d’arte al mondo, espone opere di artisti spagnoli come Goya, Velázquez e El Greco. 04 MoMA (New York): Il Museum of Modern Art è un punto di riferimento per l’arte moderna e contemporanea, con opere di Picasso, Van Gogh e Warhol. 05 National Gallery (Londra): Ospita una vasta collezione di dipinti europei dal XIII al XIX secolo, con opere di artisti come Rembrandt, Monet e Turner. 06 Museo Van Gogh (Amsterdam): Dedicato al celebre pittore olandese, espone la più grande collezione al mondo delle sue opere. 07 Ermitage (San Pietroburgo): Uno dei musei più grandi e antichi del mondo, con una vasta collezione di opere d’arte e reperti storici provenienti da tutto il mondo. 08 Art Institute of Chicago (Chicago): Uno dei principali musei d’arte degli Stati Uniti, con una collezione che spazia dall’antichità all’arte contemporanea. 09 Guggenheim Museum (Bilbao): Un museo di arte moderna e contemporanea famoso per la sua architettura iconica. 10 Rijksmuseum (Amsterdam): Il museo nazionale dei Paesi Bassi, con una vasta collezione di arte olandese, tra cui opere di Rembrandt e Vermeer. 11 Museo d’Orsay (Parigi): Ospitato in una ex stazione ferroviaria, espone opere d’arte impressionista e post-impressionista. 12 Triennale Milano (Italia): Questo museo progettato da Giovanni Muzio, tipologia originale e straordinaria, esempio emblematico e innovativo ammirato in tutto il mondo – è stato una delle pietre di fondazione della modernità italiana è nata e si è formata, una cultura del progetto. 13 Museo di Castelvecchio Verona (Italia): progetto di restauro di Carlo Scarpa, è un esempio magistrale di come l’architettura possa valorizzare l’arte. Il restauro di Scarpa ha saputo fondere antico e moderno, creando un percorso espositivo unico. Storia e Archeologia 14 British Museum (Londra): Uno dei più grandi e importanti musei del mondo, con una vasta collezione di reperti provenienti da tutto il mondo, tra cui la Stele di Rosetta e i Marmi di Elgin. 15 Museo Egizio (Il Cairo): Ospita la più grande collezione di antichità egizie al mondo, tra cui il tesoro di Tutankhamon. 16 Museo Archeologico Nazionale (Atene): Custodisce importanti reperti dell’antica Grecia, tra cui statue, ceramiche e manufatti. 17 Musei Vaticani (Città del Vaticano): Comprendono una vasta collezione di opere d’arte e reperti storici, tra cui la Cappella Sistina e le Stanze di Raffaello. Scienza e Tecnologia 18 Museo della Scienza e della Tecnica “Leonardo da Vinci” (Milano): Uno dei più grandi musei scientifici d’Europa, con una vasta collezione di modelli, strumenti e macchine. 19 Science Museum (Londra): Un museo interattivo che esplora la storia della scienza e della tecnologia, con mostre coinvolgenti e interattive. 20 National Air and Space Museum (Washington D.C.): Uno dei più grandi musei del mondo dedicati all’aviazione e allo spazio, con una vasta collezione di aerei, navicelle spaziali e reperti storici. Cultura e Società 21 Metropolitan Museum of Art (New York): Uno dei più grandi musei d’arte al mondo, con una collezione che spazia dall’antichità all’arte contemporanea, e sezioni dedicate a diverse culture del mondo. 22 Acropolis Museum (Atene): Un museo moderno che ospita i reperti ritrovati sull’Acropoli di Atene, offrendo una nuova prospettiva sulla storia e l’arte dell’antica Grecia. 23 Smithsonian National Museum of Natural History (Washington D.C.): Uno dei più grandi musei di storia naturale al mondo, con
I mega-edifici stanno rallentando la rotazione della Terra.

Le megastrutture moderne, come la Diga delle Tre Gole, pongono interrogativi affascinanti sulla relazione tra costruzioni umane e i fenomeni naturali più vasti. Questo articolo esplora come queste imponenti opere ingegneristiche possano influenzare, seppur in modo minuscolo, la rotazione del nostro pianeta. Il nostro pianeta, un orologio impreciso La rotazione terrestre, pur essendo fondamentale per la vita sulla Terra, non è costante. Terremoti, attività lunare e persino le nostre attività possono causare variazioni nella durata del giorno. L’impatto delle megastrutture La costruzione di megastrutture, come la Diga delle Tre Gole, sposta enormi masse d’acqua e materiali. Questo spostamento influisce sul momento d’inerzia della Terra, ovvero la resistenza di un corpo a cambiare il suo stato di rotazione. In pratica, l’accumulo di massa in un punto specifico può rallentare leggermente la rotazione terrestre e spostare i poli di pochi centimetri. Il principio fisico Questo fenomeno è governato dal principio di conservazione del momento angolare. In sostanza, quando la massa viene ridistribuita su larga scala, la velocità di rotazione del pianeta deve adattarsi per mantenere costante il momento angolare totale. Implicazioni e prospettive future Sebbene l’impatto delle megastrutture sulla rotazione terrestre sia estremamente ridotto e non abbia conseguenze pratiche sulla vita quotidiana, questa scoperta sottolinea la complessità delle interazioni tra l’uomo e l’ambiente. Conclusioni La costruzione di megastrutture rappresenta una sfida ingegneristica senza precedenti. Comprendere le loro implicazioni a livello planetario è fondamentale per progettare un futuro sostenibile. Mentre continuiamo a spingere i limiti dell’ingegneria civile, è essenziale considerare non solo gli impatti locali, ma anche le ripercussioni a livello globale, anche se minime, delle nostre creazioni.
I vantaggi dell’architettura ipogea

L’architettura ipogea, ovvero la costruzione di edifici interrati o parzialmente interrati, sta guadagnando sempre più interesse grazie ai suoi numerosi vantaggi, sia dal punto di vista ambientale che economico. Perché costruire sottoterra? Efficienza energetica: Isolamento naturale: Il terreno agisce come un isolante termico naturale, mitigando le variazioni di temperatura esterne. Ciò si traduce in un ambiente interno più stabile, con temperature più fresche in estate e più calde in inverno. Riduzione dei consumi: Grazie all’elevata efficienza energetica, si riducono drasticamente i costi per il riscaldamento e il raffrescamento, con un impatto positivo sulle bollette e sull’ambiente. Impatto ambientale ridotto: Minor consumo di materiali, le costruzioni ipogee richiedono spesso meno materiali da costruzione rispetto a quelle tradizionali, diminuendo l’impronta ecologica. Integrazione nel paesaggio. le strutture si integrano meglio nel paesaggio, preservando l’ambiente naturale circostante. Protezione dalle intemperie: Resistenza agli eventi atmosferici, sono più resistenti a eventi meteorologici estremi come terremoti, uragani e inondazioni. Minor manutenzione, perchè essendo protette dalle intemperie, richiedono una manutenzione minore rispetto agli edifici in superficie. Comfort abitativo: Ambiente sano, l’ambiente interno di una costruzione ipogea è spesso più sano, grazie a una migliore qualità dell’aria e a una riduzione dell’inquinamento acustico. Sensazione di benessere, vivere in un ambiente protetto e silenzioso può contribuire a migliorare il benessere psicologico e fisico degli abitanti. Applicazioni dell’architettura ipogea L’architettura ipogea trova applicazione in diversi settori: Abitazioni private, interrate o parzialmente interrate, che offrono comfort e risparmio energetico. Edifici pubblici, scuole, ospedali, uffici, che possono beneficiare delle caratteristiche di isolamento e protezione delle costruzioni ipogee. Strutture commerciali, centri commerciali, hotel, ristoranti, che possono sfruttare l’architettura ipogea per creare ambienti unici e sostenibili. Infrastrutture, stazioni della metropolitana, tunnel, depositi, che possono essere realizzati in modo più efficiente e sicuro sottoterra. Sfide e prospettive future Nonostante i numerosi vantaggi, l’architettura ipogea presenta alcune sfide, come i costi di costruzione inizialmente più elevati e la necessità di tecnologie specifiche per la ventilazione e l’illuminazione. Tuttavia, grazie ai progressi tecnologici e alla crescente consapevolezza ambientale, si prevede un futuro promettente per questo tipo di costruzioni. L’architettura ipogea rappresenta una soluzione innovativa e sostenibile per affrontare le sfide energetiche e ambientali del nostro tempo. I suoi vantaggi in termini di efficienza energetica, impatto ambientale ridotto e comfort abitativo la rendono una scelta sempre più interessante per progettisti, costruttori e utenti finali.
Wood up è la prima torre residenziale in Europa con struttura in legno e si trova a Parigi

Con i suoi 50 metri di altezza il primo grattacielo con struttura in legno. Rappresenta una sfida tecnica quando si utilizza un materiale di origine biologica. Progettata dallo studio di architettura LAN, la torre Wood up sta finalmente prendendo forma. Dopo sette anni di lavori di costruzione a sud di Parigi. Eretto nel quartiere Massena-Bruneseau, un’area in rapido sviluppo al confine tra Parigi e le banchine di Ivry-sur-Seine. Quest’area fa parte di un progetto urbano più ampio, Paris Rive Gauche, che mira a sviluppare l’intero versante orientale del XIII arrondissement e a collegare la capitale con i sobborghi vicini. L’edificio è edificato al di sopra dell’infrastruttura stradale per dare al nuovo quartiere di Paris Rive Gauche. L’edificio di 17 piani comprende tre aree distinte: una base commerciale, 132 appartamenti (dal monolocale all’attico) e spazi comuni per i residenti, tutti collegati da una passerella esterna. Come molti altri progetti contemporanei, la torre Wood up è uno spazio individuale e collettivo, che combina aree private e comuni. L’obiettivo è quello di soddisfare il bisogno di indipendenza e di connessione degli utenti, puntando su luce, spazio, comfort e flessibilità, caratteristiche finora poco sperimentate dagli abitanti della città. Tra gli spazi più attesi ci sono una terrazza di 300 metri quadrati con vista su Parigi, un giardino pensile e una hall spaziosa e accogliente. Lo studio LAN, ha ottenuto riconoscimenti e premi internazionali per i suoi progetti innovativi, estetici, ecologici e tecnici. La torre Wood up è stata progettata per integrarsi armoniosamente nell’ambiente circostante, come una cattedrale in una città, per limitare l’inquinamento visivo e atmosferico. Il metodo di costruzione, che ha un basso impatto di carbonio (60% in meno rispetto a un progetto in cemento). Secondo il World Green Building Council, l’ambiente costruito è responsabile di quasi il 40% delle “emissioni globali di carbonio legate all’energia”. Il costruttore si è inoltre impegnato a ripiantare 14.000 alberi come risultato del progetto.
Biennale Architettura di Venezia 2025

Carlo Ratti nominato curatore della Biennale Architettura di Venezia 2025. La diciannovesima Mostra Internazionale di Architettura si svolgerà da sabato 10 maggio a domenica 23 novembre 2025 , curata dall’architetto e ingegnere Carlo Ratti. Di formazione architetto e ingegnere, Carlo Ratti insegna al Massachusetts Institute of Technology e al Politecnico di Milano. Inoltre è direttore del Senseable City Lab e socio fondatore dello studio di architettura e innovazione CRA – Carlo Ratti Associati. “Per affrontare un mondo in fiamme, l’architettura deve riuscire a sfruttare tutta l’intelligenza che ci circonda”. Nella stessa giornata è presentata anche la seconda edizione di Biennale College Architettura per studenti, laureati, professionisti e emergenti under 30, il cui workshop avrà inizio a settembre 2024. Carlo Ratti, invita studenti, laureati, professionisti under 30 a presentare progetti che utilizzano l’intelligenza naturale, artificiale per combattere la crisi climatica. Da questo bacino globale di candidature il Direttore Artistico sceglierà fino a 16 progetti che saranno sviluppati nel programma Biennale College Architettura. I selezionati saranno successivamente invitati a partecipare a un workshop di 10 giorni a Venezia nel mese di settembre 2024 per sviluppare i progetti proposti con piano di produzione e budget. Il workshop, condotto da Carlo Ratti assieme a un gruppo di curatori e architetti, tutor e mentori, alternerà momenti di gruppo e incontri dedicati. Una selezione finale di un massimo di 8 progetti sarà scelta da Carlo Ratti stesso. A ciascun progetto selezionato verrà assegnato un contributo di 20.000 euro per la produzione e sarà presentato, nell’ambito della diciannovesima Mostra Internazionale di Architettura. L’obiettivo di questo progetto è, tra gli altri, quello di ampliare le opportunità per i giovani professionisti emergenti, condividendo il loro lavoro con un ampio pubblico. La Biennale di Venezia sostiene da tempo le produzioni di giovani emergenti anche nei settori di Arte, Cinema, Danza, Musica nell’Archivio Storico delle Arti Contemporanee.
I giovani di Amsterdam combattono la crisi abitativa con la costruzione residenziale in cooperativa

Ad un gruppo di studenti universitari hanno assegnato un terreno dopo il piano di pass del Municipio di Amsterdam per 15-20 progetti con lo scopo della costruzione di abitazioni residenziali in cooperativa. De Torteltuin, nasce da una questione esistenziale. Un gruppo di giovani universitari di Amsterdam, si sono chiesti come potrebbero vivere nella propria città ad un prezzo abitativo non proibitivo. Amsterdam, è una capitale Europea ricercata è ha una grave crisi abitativa. E’ uno dei luoghi più difficili in Europa per stabilirsi in quanto ha prezzi proibitivi. Gli affitti del settore residenziale privato sono altissimi circa 800-900 euro per una stanza in un appartamento condiviso. Si può aspettare fino a 20 anni per aggiudicarsi un appartamento in edilizia popolare. Il municipio ha approvato un piano per 15-20 progetti abitativi cooperativi previsti in quattro anni, metà dei quali autocostruiti. L’obiettivo alla fine è che almeno il 10% di tutti i nuovi stock di alloggi di Amsterdam sia di proprietà cooperativa. Gli studenti universitari hanno lavorato a step: 1.finanziamento, 2.sostenibilità, 3.progetto. Hanno dovuto imparare molto e velocemente. Si sono registrati come associazione, hanno presentato un piano di progetto con una pratica in Municipio. Con stupore, sono stati accettati i progetti presentati e sono stati in grado di farsi strada attraverso un labirinto di regole, regolamenti e burocrazia soprattutto dopo aver incaricato un team di Architetti con esperienza in progetti di cooperazione. Hanno raccolto i soldi per pagarli e hanno presentato un progetto per un blocco di quattro piani, rivestito in legno, costruito in modo sostenibile per un totale di 40 appartamenti, dai monolocali alle tre camere da letto. Attraverso un mix di prestiti ottenuti in banca, crowdfunding, prestiti da amici e familiari e due emissioni obbligazionarie, il gruppo di 26 membri ha raccolto quasi 9 milioni di euro dei circa € 12 a 13 milioni di euro occorrenti per l’intera costruzione. Con un po’ di fortuna, il lavoro inizierà a fine 2024. La cooperativa avrà il possesso dell’edificio, con ogni residente che pagherà un affitto mensile. Circa un terzo degli appartamenti si qualificherà come edilizia sociale, mentre il più costoso – un appartamento per famiglie – dovrebbe costare 1.200 euro al mese.
Il Parlamento Europeo approva la norma Case Green chiamata EPBD4

La normativa Case Green, nota come EPBD4 (Direttiva sull’Efficienza Energetica degli Edifici), è una legge fondamentale nell’Unione Europea per affrontare il cambiamento climatico e promuovere la sostenibilità ambientale attraverso l’ottimizzazione dell’uso dell’energia negli edifici. EPBD4 rappresenta un’evoluzione delle direttive precedenti, con l’obiettivo di rendere gli edifici europei più efficienti dal punto di vista energetico e meno inquinanti. Il cuore di EPBD4 è l’introduzione di standard più rigorosi per la costruzione e il rinnovo degli edifici, con l’obiettivo di ridurre le emissioni di gas serra e aumentare l’uso di energie rinnovabili. Questi standard stabiliscono requisiti minimi di efficienza energetica che devono essere rispettati durante la progettazione e la realizzazione di nuovi edifici, nonché durante i lavori di ristrutturazione. Inoltre, la normativa promuove l’adozione di tecnologie innovative e soluzioni intelligenti per ottimizzare il consumo energetico degli edifici. EPBD4 prevede anche l’introduzione di misure per migliorare il monitoraggio e la valutazione delle prestazioni energetiche degli edifici. Ciò significa che gli Stati membri sono tenuti a implementare sistemi di monitoraggio e reporting che consentano di valutare l’efficienza energetica degli edifici in modo accurato e regolare. Questi dati saranno utilizzati per identificare aree di miglioramento e garantire il rispetto degli standard stabiliti. Un altro aspetto significativo di EPBD4 è l’importanza data alla formazione e alla sensibilizzazione degli operatori del settore edilizio. Gli architetti, gli ingegneri e gli altri professionisti coinvolti nella progettazione e nella costruzione degli edifici devono essere adeguatamente formati sulle migliori pratiche in materia di efficienza energetica e sostenibilità. In questo modo, si promuove una cultura dell’edilizia sostenibile e si incoraggia l’adozione di soluzioni innovative. Il nostro studio Purarchitettura adotta sistemi Bim e software evoluti per produrre i milgiori progetti architettonici sostenibili. Inoltre, EPBD4 mira a incentivare gli investimenti nell’efficienza energetica degli edifici, attraverso l’adozione di politiche di finanziamento agevolato e l’offerta di incentivi fiscali per chi adotta soluzioni sostenibili. Ciò contribuirà a stimolare il mercato delle tecnologie energetiche pulite e a favorire la transizione verso un’economia a basse emissioni di carbonio. In conclusione, EPBD4 rappresenta un passo importante verso un’edilizia più sostenibile ed efficiente dal punto di vista energetico nell’Unione Europea. Attraverso l’adozione di standard più rigorosi, il monitoraggio delle prestazioni energetiche degli edifici e l’incoraggiamento agli investimenti nell’efficienza energetica, la normativa si propone di ridurre l’impatto ambientale degli edifici e contribuire agli sforzi globali per mitigare il cambiamento climatico.
Trasforma il tuo spazio in una palestra su misura: la fitness experience direttamente a casa tua!

Sei pronto a rivoluzionare il concetto di fitness e benessere nella tua vita quotidiana? Con la nostra esclusiva progettazione su misura, puoi trasformare il tuo spazio domestico in una palestra personalizzata, perfetta per soddisfare tutte le tue esigenze di allenamento! – Libertà di allenamento: Dimentica gli orari di apertura delle palestre e gli abbonamenti costosi! Con una palestra in casa o in appartamento, potrai allenarti quando vuoi, nel comfort e nella privacy del tuo ambiente domestico. – Spazio dedicato: Che tu abbia una stanza intera a disposizione o solo un angolo della casa, possiamo adattare il progetto per sfruttare al meglio lo spazio disponibile, garantendo un’esperienza di allenamento ottimale. – Attrezzature di qualità: Dalla zona cardio a quella per la forza, dalle pesi liberi alle macchine professionali, ti forniamo le migliori attrezzature fitness per raggiungere i tuoi obiettivi di forma fisica. – Personalizzazione totale: Ogni progetto è creato su misura per te, tenendo conto delle tue preferenze estetiche, delle esigenze di spazio e delle tue attività di fitness preferite. Hai il controllo completo su ogni dettaglio! – Consulenza esperta: Il nostro team di esperti sarà al tuo fianco durante tutto il processo, dalla progettazione all’installazione, per assicurarti una palestra in casa perfettamente funzionale e esteticamente sorprendente. Non aspettare oltre per investire nel tuo benessere personale e trasformare la tua casa in un centro fitness privato! Contattaci oggi stesso per una consulenza gratuita e scopri come realizzare il tuo sogno di una palestra su misura direttamente a casa tua. #Fitness #PalestraInCasa #Benessere #ProgettazioneSuMisura #Salute #Wellness #AllenamentoPersonale #HomeGym #StileDiVitaAttivo
Tutto quello che c’è da sapere sui bonus casa 2024

Sono diverse le modifiche per i bonus edilizi 2024 per lavori da eseguirsi su condomini, fabbricati plurifamiliari o unifamiliari. Scopriamo tutto quello che c’è da sapere sui bonus per sfruttarli al meglio, passando sotto la lente di ingrandimento le agevolazioni confermate per il nuovo anno, quelle che vengono modificate e anche quelle che non saranno più utilizzabili. Superbonus 2024 La detrazione fruibile passa dal 90% del 2023 al 70%, quindi per i condomini che non hanno completato i lavori entro il 31 dicembre 2023 la detrazione, pur mantenendo lo sconto in fattura sarà minore. I nuovi requisiti previsti dal DL 212/2023 per continuare ad usufruire della parte residuale dell’agevolazione fino al 31 ottobre 2024 per gli interventi sui condomini sono i seguenti: – il reddito di riferimento deve essere inferiore o pari a 15.000 €; – SAL 60% al 31 dicembre 2023; – spese sostenute dal 1° gennaio 2024 al 31 ottobre 2024. Bonus ristrutturazione Il bonus ristrutturazione è stato prorogato fino 2024 dal governo Meloni con la legge di Bilancio. Si tratta di una detrazione Irpef del 50% per i lavori di ristrutturazione o sostituzione infissi. La detrazione si può effettuare in 10 anni e in quote di pari importo sul 50% delle spese sostenute per interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria. Il tetto di spesa è di 96mila euro per unità immobiliare. Ecobonus 2024 L’ecobonus per interventi di riqualificazione energetica degli edifici prevede, una detrazione Irpef da sfruttare in 10 anni in sede di dichiarazione dei redditi che può variare tra il 50% e il 75% in funzione della tipologia di lavori realizzati. Dal 17 febbraio 2023, data di entrata in vigore del “decreto Cessioni”, per gli interventi di efficienza energetica previsti dall’articolo 14 del DL 63/2013, non è più possibile optare per lo “sconto in fattura” o per la cessione del credito d’imposta corrispondente alla detrazione spettante Sismabonus Il sismabonus prevede che, per le spese sostenute dal primo gennaio 2017 al 31 dicembre 2024, venga riconosciuta una detrazione del 50% da calcolare su un ammontare massimo di 96mila euro per unità immobiliare (per ciascun anno), da ripartire in 5 quote annuali di pari importo. La detrazione al 70 o all’80% riguarda gli interventi che riducono il rischio sismico di 1 o 2 classi e quando i lavori sono stati realizzati sulle parti comuni di edifici condominiali sarà pari all’80 o all’85%. Bonus barriere architettoniche Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del DL 212/2023, arriva la principale stretta riguardante l’art. 119-ter del DL 34/2020. Il bonus barriere architettoniche 2024 può essere applicato solo per la realizzazione di interventi che riguardano scale, rampe, ascensori, servoscala e piattaforme elevatrici e limitatamente a edifici già esistenti. L’agevolazione al 75%, di fatto, consiste nell’eliminazione di ostacoli verticali. Il nuovo decreto ha introdotto importanti restrizioni per quanto riguarda il bonus barriere architettoniche. In particolare le principali novità riguardano: focalizzazione sugli interventi essenziali, fine delle opzioni di sconto in fattura e cessione del credito, asseverazione e tracciabilità dei pagamenti, salvaguardia per lavori in corso e accordi stipulati. Inoltre alcuni interventi precedentemente ammissibili, ora sono stati esclusi dal bonus. In particolare, non sarà più possibile includere nell’agevolazione interventi relativi all’automazione di: porte, tapparelle, saracinesche, imposte, persiane automatiche. Bonus mobili Nel 2024 si rinnova la formula del bonus mobili , cambiando parametri rispetto agli anni precedenti. Dal 1° gennaio 2024 saranno agevolabili le spese entro il limite massimo di 5.000 euro per l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici per l’arredo di un immobile oggetto di interventi di ristrutturazione e recupero del patrimonio edilizio. Lo scorso anno, invece, l’importo massimo detraibile era di 8.000 euro. Bonus verde Il bonus verde, invece, è un’agevolazione pensata per la cura di giardini, terrazzi e aree scoperte, che siano di pertinenza di immobili a uso abitativo. Nel dettaglio, si traduce in uno sconto del 36% entro un limite di spesa di 5mila euro (suddivisa in dieci quote annuali di pari importo).