Risanamento di Torre Velasca

L’icona milanese, Torre Velasca, apre un nuovo capitolo della sua storia con il restauro gestito dallo studio milanese Asti Architetti, che dopo aver restaurato le facciate e gli interni del grattacielo, concluderà il progetto della piazza circostante per offrire spazi di incontro e socialità. Rappresenta uno dei punti di riferimento immobiliari più iconici nel cuore di Milano e ha un significato storico e architettonico unico per la città di Milano e l’Italia. Costruita tra il 1956 e il 1958 dal prestigioso studio BBPR (Banfi, Belgioioso, Peressutti, e Rogers), Torre Velasca si trova in Piazza Velasca, nel centro storico della città vicino al Duomo. La piazza ad uso misto di 34.000 metri quadrati comprende uffici, spazi residenziali e commerciali. L’intervento dello studio Asti Architetti sarà di “ricucire l’area urbana tra la città e la Torre” e sarà ultimato nel 2024 e mirerà alla pedonalizzazione dell’area e al miglioramento della qualità ambientale. Si recupereranno spazi non utilizzati inserendo dell’arredo urbano prima non presente, con infrastrutture di mobilità e di connessione internet, sfruttando gli spazi circostanti come luoghi di sosta, relax e anche di lavoro. La piazza verrà arricchita da nuove piantumazioni e aree attrezzate con panchine ed un servizio di bike sharing del Comune di Milano. Non verranno messi da parte i due lampioni storici progettati dai BBPR che saranno restaurati e risanati conservando tutti gli elementi, mentre le altre sorgenti luminose prevedono l’utilizzo di LED d’ultima generazione. Altre info sugli articoli di Professione Architetto e Hines.
Trend Grafica del 2023

Quali sono i trend per la Grafica del 2023? In quest’anno particolarmente, data la post-pandemia ed il caos generato da essa, le persone cercheranno e vorranno sempre di più la connessione tra ognuno di loro. Sicuramente uno dei modi più coinvolgenti per farlo è attraverso la fotografia e l’identità del marchio, facendo rispecchiare il pubblico attraverso i dettagli del marchio. Progettare per una “super-realtà” implementando contenuti generati da un’intelligenza artificiale, esempi più noti che possiamo citare sono DALL-E 2 e Midjourney, miscelando il futuro tra AI (Intelligenza Artificiale), AR (Realtà Aumentata), VR (Realtà Virtuale) ed MR (Realtà Mista). Il rispetto ambientale sarà leader come tema per la necessità di sostenibilità dell’ambiente. Con ciò, ci aspetteremo un aumento di materiali e prodotti sostenibili biodegradabili; Non semplicemente utilizzando materiali riciclati, ma andando oltre e utilizzando alternative di plastica completamente biodegradabili e sicure per l’ambiente. Lo stile vintage ritorna sempre, e nel 2023 ancora di più. Le linee del fascino retrò diventeranno un filone significativo nella comunicazione aziendale e nei brand da qui ai prossimi mesi. Anche lo stile classico, almeno per quanto riguarda la scelta del font, si cercherà di ritornare ad una semplicità di carattere (font senza grazie o bastone). Per non dimenticare le forme geometriche semplici; la simmetria, l’equilibrio ed il decoro faranno da bussola al nuovo corso grafico e saranno protagonisti dei progetti visuali per il grande pubblico o per le nicchie di mercato, in funzione di un concept che, in ogni aspetto, sembra intenzionato a rilanciare con forza la razionalità di forme e colori. Altre info sugli articoli di Libellula Grafica Lab e Iris Comunicazione.
Città che galleggiano

Entro il 2050, il 90% delle più grandi città del mondo sarà esposto all’innalzamento del livello del mare. La stragrande maggioranza delle città costiere sarà colpita dall’erosione costiera e dalle inondazioni, sfollando milioni di persone, distruggendo case ed infrastrutture. Come parte della Nuova Agenda Urbana di “UN-habitat”, la società di tecnologia OCEANIX e BIG, hanno proposto una visione del progetto per la prima comunità galleggiante resiliente e sostenibile al mondo per un totale di 10.000 residenti chiamata: OCEANIX City. Progettato come un ecosistema artificiale, OCEANIX City è ancorato agli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite, incanalando flussi di energia, acqua, cibo e rifiuti per creare un progetto per una metropoli marittima modulare. Nel dicembre 2021, OCEANIX City ha nominato Busan come sito in cui verrà prototipato il progetto. Le prime Città OCEANIX saranno calibrate per le regioni tropicali e subtropicali più vulnerabili in tutto il mondo. L’evoluzione è da un quartiere di 300 residenti a una città di 10.000 con la possibilità di scalare indefinitamente. Saranno presenti spazi dedicati all’agricoltura all’aperto, all’aeroponica, all’agricoltura indoor, all’agricoltura oceanica in 3D e infine all’acquaponica come kit per la nutrizione dell’ecosistema. Parlando invece di energia, all’interno potremmo trovare: pannelli solari, turbine eoliche, convertitori di energia del moto ondoso, bioreattori di alghe, generatori di corrente sfruttando la marea, accumuli di energia a volano, pompe a scambio di calore, sistemi di accumulo di energia subacquea. Per combattere lo spreco verranno utilizzati: sistemi di raccolta, giardini di compost comunitari, tamponi di trattamento, digestori anaerobico, centri di lavaggio, filtrazione delle alghe e hub di scambi di merci. Infine per l’utilizzo dell’acqua, saranno presenti: collezioni di reami pubblici, sistemi di raccolta dal tetto, deumidificatori, collettori di acqua atmosferica, impianti di desalinizzazione rinnovabile, impianti di trattamento delle acque reflue, impianti di trattamento delle acque grigie, stoccaggi dell’acqua, vesciche d’acqua dispiegabile. OCEANIX City è progettata per crescere, trasformarsi e adattarsi organicamente nel tempo, evolvendosi da quartieri a città con la possibilità di scalare indefinitamente. Quartieri modulari di 2 ettari creeranno fiorenti comunità autosufficienti fino a 300 residenti con spazio ad uso misto per vivere, lavorare e riunirsi durante il giorno e la notte. Tutte le strutture costruite nel quartiere sono mantenute al di sotto di 7 piani per creare un baricentro basso e resistere al vento. Ogni edificio si estende all’auto-ombreggiamento degli spazi interni e dello spazio pubblico, offrendo comfort e minori costi di raffreddamento, massimizzando al contempo l’area del tetto per la cattura dell’energia solare. Aggregandosi per raggiungere una densità critica, sei villaggi si collegano per formare una città di 10.000 abitanti con un forte senso di comunità e identificazione. Un porto protetto più grande si forma nel cuore della città. Vere e proprie destinazioni galleggianti, tra cui sei quartieri di riferimento specializzati con una piazza pubblica, un mercato e centri per la spiritualità, l’apprendimento, la salute, lo sport e la cultura che creano destinazioni che attirano residenti da tutta la città e ancorano ogni quartiere in un’identità unica. Tutte le comunità, indipendentemente dalle dimensioni, daranno la priorità ai materiali di provenienza locale per la costruzione di edifici, incluso il bambù a ringhio veloce che ha sei volte la resistenza alla trazione dell’acciaio, un’impronta di carbonio negativa e può essere coltivato dai quartieri stessi. Le funzioni sociali, ricreative e commerciali sono collocate attorno all’anello interno riparato per incoraggiare i cittadini a riunirsi e muoversi nel villaggio. I residenti possono facilmente camminare o andare in barca attraverso la città usando veicoli elettrici. Sotto il livello del mare, sotto le piattaforme, le barriere coralline galleggianti, le alghe, le ostriche, gli allevamenti di cozze, le capesante e vongole puliscono l’acqua e accertano la rigenerazione dell’ecosistema. Ulteriori info sugli articoli di Bjarke Ingels Group e Oceanix.
Il Nuovo Terminal dell’Aeroporto di Catania

Nel corso della “Passenger Terminal Expo 2023″tenutasi ad Amsterdam, lo studio londinese Pascall+Watson ha presentato il progetto del nuovo Terminal B dell’aeroporto “Vincenzo Bellini” di Catania, un’area di circa 38.000 mq fulcro del masterplan elaborato su richiesta della Società Aeroporto Catania che, entro il 2030, punta ad ampliare quello che è oggi lo scalo più trafficato della Sicilia e il quinto a livello nazionale. Tra i punti chiave del progetto c’è l’eliminazione delle rampe di collegamento veicolare, la trasformazione del viadotto dell’attuale Terminal A in una terrazza pubblica, la realizzazione di un piazzale completamente pedonale e l’allontanamento di tutte le strade veicolari dagli edifici del terminal. La connettività tra le varie aree è uno dei fattori chiave che punta a migliorare l’esperienza dei passeggeri e l’efficienza delle relazioni. Il progetto delinea infatti connessioni orizzontali tra i tre terminal e collegamenti verticali tra tutti i livelli interni ed esterni degli edifici, favorendo le relazioni tra gli stessi e il piazzale pedonale, permettendo un movimento fluido verso la futura stazione della metropolitana e gli altri sistemi di trasporto. Oltre all’espansione del terminal passeggeri, il masterplan prevede la realizzazione di nuovi spazi di sosta e viabilità, la riorganizzazione dell’Airside e lo spostamento della pista a sud. L’ampliamento sarà attuato per fasi: verranno innanzitutto realizzati quattro nuovi corpi di fabbrica per l’attesa e l’imbarco, quindi la vecchia stazione Morandi sarà demolita per consentire la realizzazione del Terminal B, successivamente sarà dismessa la rampa partenze e infine sarà realizzato il nuovo Terminal C, dove arriverà la metropolitana. “Il nuovo Terminal di Catania è incentrato su un nuovo interscambio di trasporto pubblico che accoglierà una nuova crescita di passeggeri per i prossimi vent’anni” dice lo studio Pascall+Watson. Altre info sull’articolo in questione curato da Il Giornale dell’Architettura e Pascall+Watson.
Zhuhai Jinwan Civic Art Centre

Progettato per il 2023 come centro della creatività contemporanea all’interno di una delle regioni più dinamiche del mondo, lo Zhuhai Jinwan Civic Art Centre si trova nel cuore della Western Ecological New Town del distretto di Jinwan, dove la nuova ferrovia interurbana dell’aeroporto di Zhuhai offre collegamenti diretti con il centro di Zhuhai, il suo aeroporto e il distretto di Hengqin, nonché con Guangzhou, Shenzhen, Macao e Hong Kong tramite interscambi. Il “ZJCAC” nasce per integrare quattro distinte istituzioni culturali della città: un Grand Theatre, una Sala multifunzionale, un centro scientifico e un Museo d’Arte, unite da una coerenza formale e strutturale che si estende per 170 metri di larghezza e 270 metri di lunghezza. Disposte simmetricamente, le sedi sono collegate da una piazza centrale che funge da foyer esterno condiviso per le quattro istituzioni. Le grandi pensiline metalliche autoportanti (liberamente ispirate alle formazioni triangolari degli uccelli migratori che volano sulla Cina meridionale) fungono d’unione generando una composizione di elementi. Ponti e vuoti interconnessi poi, definiscono la piazza pubblica con viste sull’interno del centro e sulle passeggiate circostanti con i caffè, i ristoranti e le strutture educative, creando spazi civici coinvolgenti per i residenti da godere durante il giorno e la sera. Il design del centro ottimizza la luce naturale, controlla il consumo di energia, il recupero del calore di scarto e i sistemi di monitoraggio della qualità dell’aria interna, dando priorità ai materiali riciclati. Tali materiali sono stati acquistati per i componenti strutturali per soddisfare i requisiti dello standard di valutazione degli “Edifici Verdi” della Cina. Il sistema di irrigazione del centro sarà dotato di sensori di umidità e, di umidità del suolo per regolare l’utilizzo dell’acqua. I sistemi di monitoraggio della qualità dell’aria interna e del consumo energetico avranno funzioni di controllo intelligenti per regolare automaticamente le impostazioni interne e ottenere risparmi energetici. Sarà inoltre installato un sistema di recupero del calore residuo per soddisfare le esigenze del riscaldamento dell’acqua e le attrezzature per il risparmio idrico saranno collegate al sistema di riciclaggio dell’acqua. Altre info sull’articolo di Zaha Hadid Architects.
La nuova Biblioteca Nazionale d’Israele

Nel 2023, la nuova Biblioteca Nazionale di Israele, adiacente alla Knesset nel Distretto Nazionale di Gerusalemme, aprirà le sue porte. Si eretta come un complesso architettonico iconico di bellezza estetica e armonia, l’incarnazione dell’intelletto, del patrimonio e della cultura. Il nuovo edificio e campus di NLI sarà una calamita per i visitatori provenienti da Israele e da tutto il mondo, che verranno a godersi la magnifica struttura, gli invitanti giardini, le mostre e i programmi culturali e, naturalmente, le collezioni di livello mondiale. La nuova Biblioteca nazionale è stata progettata dai rinomati architetti svizzeri Herzog & de Meuron, con Mann-Shinar come architetto esecutivo. La Biblioteca e i suoi giardini e piazze circostanti rifletteranno i valori centrali della democratizzazione della conoscenza e renderanno le collezioni e le risorse di livello mondiale della Biblioteca Nazionale accessibili a un pubblico il più ampio e diversificato possibile. All’interno dei suoi 45.000 metri quadrati (480.000 piedi quadrati) di spazio, fornirà sedi per mostre, ricerca e studio, eventi ed esperienze culturali, incontri e programmazione educativa in un ambiente sicuro, sostenibile e all’avanguardia. Libri e altre opere fisiche di espressione intellettuale e culturale saranno ospitati in un atrio centrale, con una grande finestra che si affaccia sulle principali pile automatizzate, il cui sistema di recupero robotico all’avanguardia sarà un’attrazione a sé stante. Le principali aree pubbliche della Biblioteca, tra cui gli spazi espositivi, l’auditorium, il centro visitatori e l’area didattica, saranno facilmente accessibili al livello dell’ingresso. Qui la caratteristica distintiva è il “Mare di libri”, grazie ad un’architettura che se all’esterno si fa monolitica, all’interno da invece libero flusso di movimento senza separazione fisica tra le diverse aree di raccolta. Più info sul sito della Biblioteca Nazionale d’Israele.
Viva Magenta, il colore del’anno 2023

Il Pantone Institute ha scelto la tonalità “18-1750” – Viva Magenta come colore dell’anno 2023, che esprime un nuovo risveglio del potere: il potere di scrivere una nuova storia. Viva Magenta è coraggiosa e senza paura, forte e vitale. Incoraggia la sperimentazione e l’espressione di sé senza limiti. Accoglie tutti coloro che vivono la vita con un grande scintillio negli occhi e si sforzano di raggiungere altezze maggiori con uno spirito ribelle. La sfumatura Viva Magenta proviene dalla famiglia delle sfumature rosse e deriva dal rosso cremisi (un colore che si trova spesso nei rossetti), uno dei colori più preziosi e uno dei colori più forti e belli conosciuti al mondo. Audace, vivace, coraggioso e senza paura. Così sarà l’anno appena cominciato. Ci aspettiamo molto dal 2023. Il colore che lo segnerà riflette la coraggiosa marcia verso il nuovo anno con gioia e ottimismo, che pensavamo fosse difficile da raggiungere l’anno scorso.
Spese ammissibili per il Bonus Alberghi 80%

Nuovi incentivi per il settore turistico: nel decreto PNRR 500 milioni di euro sono destinati al credito di imposta ed ai contributi a fondo perduto per la riqualificazione delle strutture ricettive. E’ stato pubblicato l’elenco delle spese ammesse al credito d’imposta (nella misura dell’80%) ed ai contributi a fondo perduto a favore delle imprese turistiche, sito del Ministero del Turismo. L’agevolazione, introdotta dal dl n. 152/2021 ed in attuazione del PNRR, è finalizzata al finanziamento per la riqualificazione delle strutture attraverso una molteplicità di interventi di tipologie diverse: incremento dell’efficienza energetica, lavori antisismici, eliminazione delle barriere architettoniche, ristrutturazioni edilizie, piscine termali, digitalizzazione. Sono solo alcune delle tipologie di interventi che danno diritto al nuovo bonus alberghi. Requisiti, importi e lavori ammessi I soggetti in possesso dei requisiti potranno beneficiare di: -un credito d’imposta fino all’80%; -un contributo a fondo perduto fino al 50% Delle spese sostenute a partire dal 7 novembre 2021 e fino al 2024. Sono ammessi al beneficio le seguenti attività: -strutture alberghiere; -agriturismi; -strutture ricettive all’aria aperta; -imprese del comparto turistico, ricreativo, fieristico e congressuale; -stabilimenti balneari; -complessi termali; -porti turistici; -parchi tematici, parchi acquatici e faunistici. Il bonus è riconosciuto anche alle imprese titolari del diritto di proprietà delle strutture immobiliari in cui è esercitata una delle attività imprenditoriali descritte. Di seguito i requisiti di cui i soggetti devono essere in possesso: -essere regolarmente iscritti al registro delle imprese al momento della presentazione della domanda; -ciascuna impresa può prestare una sola domanda per una sola struttura oggetto di intervento; -devono essere proprietarie dell’immobile; -devono gestire con contratto regolarmente registrato un’attività turistica-ricettiva posseduta da terzi. Interventi agevolabili Gli interventi ammessi all’agevolazione sono di: -efficienza energetica; -riqualificazione sismica; -eliminazione barriere architettoniche; -piscine termali; -interventi di ristrutturazione; -digitalizzazione (tra cui anche l’acquisto di software e piattaforme informatiche); -mobili e arredi; -spese per prestazioni professionali relative a tutti gli interventi sopra descritti. Nel documento pubblicato dal Ministero del Turismo il 4 febbraio 2022, scaricabile nel sito www.ministeroturismo.gov.it/art-1-d-l-152-2021-elenco-spese-ammissibili, l’elenco dettagliato delle spese considerate ammissibili. Importi ed utilizzo Gli incentivi sono concessi nel limite di spesa di: -100 milioni di euro per l’anno 2022; -180 milioni di euro per gli anni 2023 e 2024. Per quanto riguarda gli importi erogabili, i contributi a fondo perduto possono arrivare a 40.000 euro, a cui si aggiungono, in presenza di particolari requisiti, le seguenti somme: 30.000 euro se le opere di digitalizzazione e innovazione delle strutture in chiave tecnologica ed energetica sono pari ad almeno il 15% del totale dell’intervento; 20.000 euro per imprenditoria femminile e giovanile (fino a 35 anni); 10.000 euro per le imprese o le società con sede operativa nelle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia. Il credito d’imposta, invece, può arrivare fino all’80% delle spese sostenute, ed è utilizzabile in compensazione, a decorrere dall’anno successivo a quello in cui gli interventi sono stati realizzati, tramite modello F24 esclusivamente in via telematica all’Agenzia delle Entrate. L’ammontare del credito d’imposta utilizzato in compensazione non deve eccedere l’importo concesso dal ministero del Turismo (sarà reso noto solo dopo la presentazione delle relative istanze). Per approfondimenti: www.ministeroturismo.gov.it/art-1-d-l-152-2021-elenco-spese-ammissibili
Trasformare il terreno inquinato da PFAS tossico in mattoni puliti.

IL PROBLEMA – I PFAS sono un gruppo tossico di “sostanze chimiche” ampiamente utilizzate a partire dagli anni ’50 e difficilmente degradabili. Impiegati per decenni in diversi processi industriali come la produzione di tessuti, elettronica, rivestimenti di carta, vernici, schiume antincendio, cera per sci ecc. sono ancora presenti nell’ambiente e nella catena alimentare. A causa dell’attività industriale e della gestione illecita dei rifiuti, i PFAS si trovano ora in tutto il mondo nel suolo, nell’acqua, nella fauna selvatica e nelle persone. Le sostanze PFAS minacciano sia la salute umana che l’ambiente. A causa del bio accumulo e della resistenza dei PFAS al degrado naturale, è un problema crescente per tutti noi e per le generazioni future. LA SOLUZIONE- La designer olandese Emy Bensorp, con la sua startup Claybens, propone una soluzione alla questione: portando ad alte temperature i terreni argillosi contaminati da PFAS, si riescono a distruggere le sostanze chimiche inquinanti, creando un materiale ceramico pulito. Questo progetto offre la soluzione per ripulire i PFAS, riscaldando il terreno inquinato (argilloso) fino a 900°C, le sostanze chimiche vengono distrutte mentre si crea un materiale ceramico pulito. Questo materiale può assumere molte forme come stoviglie, tegole (tetto) o mattoni. Particolarmente interessanti sono i mattoni in quanto prodotti sfusi e possono essere utilizzati come materiale da costruzione locale. Come prova del concetto, tre terreni argillosi inquinati sono stati trasformati con successo in mattoni puliti e tutto ciò che rimane del suo sporco passato è il timbro che indica la posizione di origine e la quantità di PFAS rimossa. La ditta Claybens lo trasforma in mattoni, la cui produzione all’ingrosso permette di ripulire velocemente grandi quantità di suolo. Il progetto è in attesa di brevetto.
Frutos: Frulleria più Cool di Rimini

Inaugurato poco prima delle feste Natalizie Frutos una delle Frullerie più Cool di Rimini. Ubicata nel centro della città in Piazza Luigi Ferrari n. 3, difronte alla Domus del Chirurgo il bellissimo museo archeologico allestito sopra i resti di un’abitazione dove operava un medico chirurgo del III secolo. Il progetto di Interior Design porta la firma di due architetti della Provincia di Treviso l’architetto Nicola Barbazza e l’architetto Nicola Giusto di Purarchitettura. Frutos nasce per riportare il gusto genuino e tradizionale della Frutta e Verdura a chilometro zero. Vengono preparati con passione e cura frullati, centrifughe, macedonie di Frutta e Verdura, insalate, zuppe e molte altre prelibatezze. Frutos ha scelto di ispirare e nutrire usando materie prime biologiche, riciclate e compostabili.
Arredare un bagno con dimensioni ridotte

Le case grandi sono sempre più un miraggio e, quindi, di conseguenza le stanze in cui abitiamo hanno dimensioni ridotte. Questo, però, non significa rinunciare a comfort e design. Proponiamo alcuni consigli per arredare la zona bagno. La cucina è meglio se è abitabile con tavolo e isola. In camera da letto deve esserci il posto per un armadio grande ma deve anche avere un po’ di posto per potersi muovere agevolmente. Nell’area giorno a tutti piacerebbe avere un divano importante per potersi guardare la TV in relax e comodità interagendo con i dispositivi di ultima generazione. La stanza da bagno ha una metratura inferiore perchè le dimensioni maggiori dedicate alle altre zone le sottraggono il giusto spazio. Dimensioni ridotte richiedono un design accurato per valorizzare al massimo lo spazio bagno senza dover rinunciare al design e alla comodità: 1) Aumenta la luminosità e l’ariosità della stanza. Per farlo evita di fermare la tinteggiatura o eventuali mattonelle a metà parete, scegli colori tenui e luminosi e, per finire, usa gli specchi e le superfici riflettenti per una percezione dello spazio maggiore. 2) Progetta l’arredamento in modo intelligente cercando di evitare qualunque angolo non usato. Per rendere funzionale ogni centimetro, anche quelli disposti nel modo più complicato, ed evitare di ritrovarsi in una stanza in cui ad ogni passo ci si trova ad inciampare contro un mobile o una cesta, fai progettare un mobile su misura con tutti gli elementi utili e siccome le dimensioni sono ridotte anche la spesa lo sarà. Ad esempio i portaoggetti, i complementi e i pensili dovranno essere scelti con la medesima cura bilanciando stile e funzionalità. 3) I sanitari devono aiutarti a salvare lo spazio. Per questo è meglio sceglierli compatti, dalla forma arrotondata e sospesi in modo che la colonna di scarico non ingombri. 4) Consigliamo comunque i sanitari senza brida per una migliore pulizia. 5) Sotto al lavabo posiziona un mobile contenitore: questo permette di evitare il disordine e fare in modo che si possa sfruttare uno spazio altrimenti poco usato. 6) Per la doccia scegli un modello angolare con l’anta ricurva e il piatto semicircolare. Scegli poi con cura il materiale dell’anta in modo che non risulti troppo ingombrante. 7) Se non vuoi rinunciare alla vasca, allora scegli un modello mini della lunghezza di 1,40/1,50 metri così potrai rilassarti persino con l’aiuto dell’idromassaggio se le tue finanze ti consentono di sceglierne uno dotato di ogni comfort.
Le scale moderne possono essere oggetti d’arte

Le scale moderne abbinano un design chiaro e definito con alti standard artistici. Il design moderno, il materiale adatto, così come le rampe e le ringhiere delle scale, sono creati per offrire un ambiente accogliente ed elegante. Curve, a sbalzo, a spirale o sospese, in acciaio, vetro, legno, rame o alluminio, infinite possibilità che possono trasformare la scala nel punto focale più importante della casa. In particolare le strutture a sbalzo riflettono accuratamente lo spirito del tempo, ingrandiscono visivamente lo spazio e le pareti in vetro forniscono trasparenza e leggerezza. La combinazione equilibrata di materiali diversi crea spazio ed una perfetta armonia. Ogni componente si deve progettare individualmente e deve conferire alla scala un elevato comfort e lunga durata. A seconda del design e del materiale utilizzato, le varietà di scale moderne sono praticamente illimitate. Quando si progetta una scala è necessario armonizzare gli elementi della scala con il design complessivo degli interni. Se si desidera trasformare la scala in un punto focale si deve optare per un design spettacolare con forma insolita, colore o ringhiera che spiccano, senza trascurare la sicurezza. Il design della scala deve conferire comodità e sicurezza soprattutto per i bambini o gli anziani della famiglia. Quando si desidera preservare una vista intatta o portare più luce in un ambiente stretto e buio, può essere una buona strategia optare per scale trasparenti. Possono essere fatte in legno, vetro o di altro materiale che lascia passare la luce attraverso la struttura. Nella scala classica a sbalzo per eccellenza i gradini sono in legno perché si ambientano facilmente in ogni contesto abitativo, trasmettendo calore e comfort. I gradini in legno massello sono disponibili in molteplici varianti per essenze e tonalità e si abbinano bene a ringhiere in acciaio o cristallo. I nostri progetti dal design originale e curato nei minimi dettagli impreziosiscono l’architettura delle abitazioni, offrendo tutta l’eleganza del vetro, la resistenza e la modernità dell’acciaio. Con una scala a sbalzo in legno e parapetto in vetro si ottiene un prodotto di grande raffinatezza stilistica e al contempo destinato a durare nel tempo. La posa di una scala a sbalzo necessita di un muro portante in mattoni pieni, mattoni forati strutturali o pareti in cemento armato, indispensabile per l’ancoraggio dei vari gradini che dovranno avere uno spessore minimo di 10/12 cm. Nel caso di pareti non portanti in mattoni forati o cartongesso si può realizzare una struttura in ferro autoportante, a vista o nascosta nella parete, fissata al soffitto e al pavimento. Le scale a sbalzo possono avere una larghezza massima di 120 cm con parete portante ed essere realizzate in legno, vetro, resina, acciaio, pietra o marmo. Per fissare la scala a sbalzo va realizzato per prima cosa un sistema di ancoraggio costituito da una gabbia di tubolari rettangolari che fungerà da base di appoggio per i gradini. Il sistema di ancoraggio più utilizzato dalle aziende sul mercato per la posa della scala a sbalzo è un sistema di perni ad incastro. La struttura della scala a sbalzo può essere realizzata in acciaio o metallo verniciato oppure con ringhiera portante in vetro stratificato e temperato per un effetto di sospensione dei gradini di grande impatto estetico. La fattibilità di ogni scala deve essere sempre verificata conoscendo le reali caratteristiche dell’ambiente in cui si intende procedere all’installazione. Le differenti tipologie di scale a sbalzo includono scale autoportanti che necessitano di un rivestimento (lastra in cartongesso o boiserie) per nascondere strutture in metallo e perni di regolazione, e le cosiddette scale a sbalzo modulari i cui ogni scalino denominato “modulo” viene montato singolarmente. La scala a sbalzo modulare in particolare va sostenuta con un piedino di scarico laterale (un tubolare d’acciaio) per irrigidire la struttura e collegare fra loro le diverse componenti. I gradini sono in legno massello a vista o rivestito con acciaio inox, in metallo rivestito con resina, in cristallo stratificato. Altra particolarità delle scale a sbalzo è la possibilità di realizzare vere e proprie scale sospese, in cui si ottiene un effetto reale della sospensione dei gradini grazie ad una struttura portante che viene realizzata con lastre in vetro oppure in Corian, materiale conosciuto anche come “pietra acrilica” di facile manutenzione e di grande durevolezza.
Come uomini e donne percepiscono i colori

Non è solo un luogo comune: secondo un nuovo studio pubblicato su Biology of Sex Differences, uomini e donne non vedono davvero le cose nello stesso modo, e ciò potrebbe avere radici profonde nell’evoluzione umana. Secondo la ricerca, condotta dallo psicologo Israel Abramov del Brooklyn College, le donne riescono a distinguere meglio i colori, mentre gli uomini sono più abili nell’individuare oggetti in rapido movimento e a cogliere particolari in lontananza: il che, secondo gli studiosi, potrebbe essere frutto di un adattamento evolutivo legato al nostro passato di cacciatori-raccoglitori. Duranti gli esperimenti condotti su una serie di giovani adulti di entrambi e sessi, i ricercatori hanno notato che donne e uomini tendevano ad attribuire sfumature diverse agli stessi oggetti; gli studiosi pensano di sapere perché. “Per gran parte dello spettro visibile i maschi hanno bisogno di una lunghezza d’onda leggermente superiore rispetto a quella delle femmine per poter percepire la stessa tonalità”, spiegano i ricercatori. Poiché una lunghezza maggiore è associata a colori più “caldi”, una certa sfumatura di arancione può apparire più rossa a un uomo che a una donna; allo stesso modo, l’erba appare sempre più verde alle donne rispetto agli uomini, i quali percepiscono gli oggetti verdi un po’ più giallognoli. Gli uomini sembrano eccellere soprattutto nel saper cogliere i rapidi cambiamenti dei dettagli in lontananza: una capacità che i ricercatori attribuiscono allo sviluppo neuronale nella corteccia visiva, che viene amplificato dagli ormoni maschili come il testosterone; ciò farebbe si che i maschi nascano con il 25 per cento in più di neuroni in questa regione cerebrale rispetto alle femmine. E queste diverse capacità potrebbero appunto spiegarsi con l’ipotesi che i due sessi abbiamo sviluppato abilità psicologiche diverse per meglio rispondere ai loro ruoli nella preistoria: i cacciatori maschi “sarebbero stati maggiormente in grado di individuare possibili prede o predatori da lontano”, mentre le femmine, raccoglitrici, potrebbero essersi adattate in modo da poter riconoscere più facilmente in base al colore oggetti statici, come bacche e frutti. E come per gli altri sistemi sensoriali, ad esempio l’olfatto e l’udito, è stato così evidente che uomini e donne presentino delle differenze. Come il testosterone (ormone prodotto dalle ghiandole surrenali) porti ad una diversa connettività tra i neuroni della corteccia visiva nei due sessi resta ancora da definire in maniera scientifica. «Come per altri sensi, udito e olfatto, ci sono marcate differenze nel sistema visivo di uomini e donne – osserva il coordinatore del lavoro Israel Abramov – vi sono notevoli differenze di sesso nella visione dei colori. Le apparenze cromatiche che abbiamo misurato sono determinate da input da neuroni talamici (NGL- parte del cervello preposta al trattamento dell’informazione visiva proveniente dalla retina) a singoli neuroni nella corteccia visiva primaria. Questa convergenza dalla NGL alla corteccia è guidata dalla corteccia durante l’embriogenesi. Noi ipotizziamo che il testosterone (ormone prodotto dalle ghiandole surrenali) giochi un ruolo importante, in qualche modo conducendo a diverse connettività per maschi e femmine: l’aspetto del colore richiede una ri-combinazione e la riponderazione degli input neuronali dalla NGL alla corteccia, che, come dimostriamo, dipende dal sesso del partecipante.»
Hotellerie di lusso: settore in crescita

Il settore dell’hotellerie è in rapida crescita in tutto il mondo e questo rappresenta un’opportunità importante per le aziende che hanno già una struttura organizzata per il settore contract, consente di acquisire metodologia ed esperinza da utilizzare nel residenziale di lusso. Nella scelta di un hotel di lusso, che sia per un viaggio di lavoro o per una vacanza, ormai è il design degli interni l’elemento che contribuisce a fare la differenza nella scelta finale del viaggiatore. In epoca digitale in cui l’immagine è elemento imprescindibile, l’arredo, soprattutto se firmato da alcune delle principali aziende italiane conosciute in tutto il mondo è una carta vincente per il successo della struttura ricettiva. Gli architetti e i progettisti chiamati a curare l’intero pacchetto degli interni degli hotel, dalle camere alle parti comuni e fino ai dettagli più ricercati, lavorano con estrema coerenza e passione per dare al cliente finale una risposta in termini economici vincenti in un mercato globalizzato. Il concetto di hotel come ambito di esperienza su larga scala vale anche per le aziende di arredamento, sempre più impegnate in appalti legati all’hotellerie di lusso. L’hotel, oltre che fonte di business, è una vetrina che concorre a rafforzare anche il segmento del contract residenziale o legato a progetti pubblici. L’hotellerie è un settore che può regalare una grande visibilità ai brand di arredo perché gli alberghi sono diventati veicoli di esperienza e anticipatori di tendenze dell’arredo domestico. Ma è anche un ambito che consente di acquisire esperienza per poter adeguare su scala più piccola, ovvero sul residenziale, le competenze sulla produzione e servizio. Il tema dei costi è un argomento cruciale in generale nell’ambito dell’hotellerie di lusso ed è uno degli elementi che stanno contribuendo al cambiamento di questo segmento. La tipologia della richiesta da parte di architetti e committenti è sempre più personalizzata e quindi il livello di customizzazione dei prodotti è via via più elevato e dettagliato. Negli hotel più grandi la tendenza al restyling è più frequente. Ogni cinque/sette anni le camere d’albergo vengono cambiate, per dare ai clienti fidelizzati nuove esperienze di lusso contemporaneo. Gli hotel di lusso sono più complessi perché i proprietari cercano di esprimere il loro stile, di distinguersi attraverso l’uso di materiali pregiati e inediti, soprattutto quando decidono di affidarsi ad architetti che hanno una visione del progetto a 360° e rappresentano quindi sfide sempre nuove spesso anticipando cambiamenti in ambito residenziale di lusso.
Lampade a LED

Da settembre solo lampade a LED, addio alle lampadine alogene Entrerà in vigore in tutta Europa dal primo settembre 2018 il bando delle lampadine alogene che non potranno più essere commercializzate, il mercato europeo sarà quasi totalmente occupato dalle lampade a LED Queste lampadine bandite da settembre rientravano nella “classe energetica “D”, non sono quindi efficienti e sostenibili energeticamente ed ambientalmente. I piccoli rivenditori e la grande distribuzione potranno tuttavia smaltire le scorte in magazzino fino al loro esaurimento. Quindi da settembre 2018 nei negozi troveremo quasi esclusivamente lampadine a LED che ci offrono le migliori prestazioni in rapporto alla luminosità ed ai minor consumi. Per sottolineare ulteriormente la convenienza del LED basti pensare che 1 lampada LED equivale a 8 lampade fluorescenti ed a 33 lampade incandescenti. Per la scelta delle nostre lampadine LED i fattori sono tre colore, luminosità, consumo. Possiamo scegliere tra luce calda con intensità luminosa entro i 3300 Kelvin; luce neutra con intensità tra i 3300 ed i 5300 Kelvin; luce fredda con intensità superiore ai 5300 Kelvin. Non vi è un criterio fisso o normativo, e quindi la scelta è molto soggettiva, dipende dai nostri gusti e preferenze, tuttavia la tendenza generale è la luce naturale/neutra che viene preferita all’interno delle nostre abitazioni, poichè non altera i colori dei nostri mobili/delle pareti. La luce calda è utilizzata per ambienti “classici” ricchi di legno e colori caldi per sottolineare degli angoli con maggiore atmosfera. La luce fredda è utilizzata più negli uffici, nei negozi, in locali più moderni e dal design ricercato. Le lampadine a luce fredda necessitano di valori di illuminazione superiori a quelli delle lampadine a luce calda o bianca. In passato i consumi elettrici delle lampadine erano espressi in Watt, ma essi ci indicavano solo la potenza elettrica della lampada ma non la luce effettivamente prodotta, per una scelta in base alla luminosità il valore da controllare sono i lumen. Ricordiamo sempre che i watt indicano solo il consumo elettrico di una lampadina, maggiori essi saranno, più alti saranno i nostri consumi elettrici. I watt vengono utilizzati per indicare la classe energetica di una lampadina, proprio perché indicano il consumo elettrico. Oggi i Lumen e la luminosità della luce sono l’unità di misura della luminosità o quantità totale di luce visibile all’occhio umano, più alto sono i lumen, maggiore è la luce della lampadina. Se misurassimo i Lumen in una stanza essi saranno più alti quando più siamo vicini ad una sorgente luminosa. Oggi sono un criterio fondamentale per la scelta delle nostre lampadine, inoltre sono un chiaro indicatore dei vantaggi delle lampadine LED rispetto le lampade tradizionali, infatti a parità di Lumen una lampadina ad incandescenza consuma molto di più.