Design Bioclimatico

Il Design Bioclimatico rappresenta una risposta intelligente e sostenibile alle sfide ambientali che affrontiamo oggi. In un’epoca in cui la sostenibilità è diventata una priorità, l’architettura bioclimatica si pone come una soluzione innovativa che unisce l’estetica all’efficienza energetica. Questo approccio olistico all’architettura integra le condizioni climatiche e ambientali locali nel processo di progettazione, cercando di massimizzare il comfort degli occupanti e ridurre l’impatto ambientale. Esaminiamo il concetto di Design Bioclimatico e come sta plasmando il futuro del settore. Massimizzare l’efficienza energetica: Uno degli obiettivi principali del Design Bioclimatico è massimizzare l’efficienza energetica degli edifici. Ciò viene raggiunto attraverso la progettazione di edifici che sfruttano al massimo le risorse naturali disponibili, come il sole, il vento e l’ombreggiatura naturale. L’orientamento degli edifici, l’utilizzo di materiali isolanti e la corretta disposizione delle finestre e delle aperture consentono di ridurre la dipendenza da energia non rinnovabile, come l’elettricità per il riscaldamento o il raffreddamento. Sfruttare le risorse naturali: Il Design Bioclimatico mira a sfruttare le risorse naturali disponibili nel contesto in cui si trova l’edificio. L’impiego di elementi come pannelli solari fotovoltaici, sistemi di raccolta delle acque piovane e la ventilazione naturale aiutano a ridurre l’impatto ambientale e a creare edifici più sostenibili. Inoltre, l’utilizzo di materiali ecologici e locali contribuisce a ridurre l’energia impiegata nella produzione e nel trasporto dei materiali da costruzione. Creazione di microclimi confortevoli: Il Design Bioclimatico mira anche a creare microclimi confortevoli all’interno degli edifici. Attraverso l’analisi delle condizioni climatiche locali, come la direzione del vento, l’intensità della luce solare e le temperature stagionali, gli architetti possono progettare spazi che offrono comfort termico e luminoso ottimali. Questo può essere raggiunto mediante la corretta disposizione delle finestre, l’utilizzo di elementi di schermatura solare e l’implementazione di strategie di ventilazione naturale. Promuovere la connessione con la natura: Un altro aspetto chiave del Design Bioclimatico è la promozione della connessione con la natura. Gli spazi verdi, come giardini interni, tetti verdi e pareti vegetali, non solo migliorano l’estetica degli edifici, ma offrono anche numerosi benefici ambientali e per il benessere umano. Questi elementi naturali possono contribuire alla riduzione dell’inquinamento atmosferico, migliorare la qualità dell’aria e fornire un ambiente più salutare e rigenerante per gli occupanti. Impatto sociale ed economico: Il Design Bioclimatico non solo offre vantaggi ambientali, ma ha anche un impatto sociale ed economico positivo. Gli edifici bioclimatici tendono ad essere più sostenibili nel lungo termine, con costi energetici ridotti e una migliore qualità dell’aria interna. Inoltre, la crescente consapevolezza ambientale ha portato a una maggiore domanda di edifici sostenibili, aprendo nuove opportunità per gli architetti e i professionisti del settore. Il Design Bioclimatico rappresenta un approccio all’architettura che guarda al futuro con responsabilità ambientale e innovazione. Grazie all’integrazione intelligente delle condizioni climatiche locali nella progettazione degli edifici, è possibile creare spazi sostenibili, efficienti ed esteticamente gradevoli. L’adozione di questo approccio offre numerosi vantaggi, dalla riduzione dell’impatto ambientale e dei costi energetici, al miglioramento del comfort e della qualità della vita degli occupanti. Il Design Bioclimatico sta trasformando il modo in cui pensiamo e progettiamo gli edifici, aprendo la strada a un futuro più sostenibile e resiliente.
Milano 2030

Ecco come sarà Milano entro il 2030: Elencheremo i cantieri più importanti in corso ed i progetti per rianimare le zone periferiche. Nuove destinazioni in pieno centro attirano un turismo in crescita. E tutt’attorno sono in costruzione torri e quartieri per milioni di metri quadrati. Le novità in centro, CityLife attende il suo completamento entro il 2024 con “The Portico”, firmata dallo studio danese BIG, con un portale dal tetto ad onda lungo 140 metri che fornirà nuovi uffici e puti panoramici aperti al pubblico, tra cui una piscina sospesa. L’innovazione in centro non lascerà da parte gli edifici storici, valorizzandoli e dandogli una nuova vita. L’idea di nuovi campus, studentati e biblioteche sorge per tenere il passo con l’architettura, verranno valorizzati vecchi gasometri ed ex fabbriche immergendole in paesaggi rigogliosi con tanto di ampliamenti e residenze. Diversi progetti di recupero e costruzione di strutture stanno prendendo forma. Partendo dal recupero di edifici esistenti, si prevede la creazione di due nuovi campus. Un’altra interessante struttura in fase di realizzazione è lo “Human Technopole”, un complesso con forme moderne e vetrate, progettato per ospitare i laboratori degli scienziati. Inoltre, due progetti importanti si concentrano sull’aspetto culturale. La biblioteca “BEIC”, che assomiglierà a una grande serra, sarà collocata a Porta Vittoria e sarà un punto di riferimento per gli amanti della lettura. La “Magnifica Fabbrica della Scala”, nel quartiere Rubattino, sarà un’ampia area di 65.000 metri quadrati dedicata alle scenografie del celebre Teatro alla Scala. Questo spazio includerà anche aree espositive per il grande pubblico. In generale, queste nuove strutture architettoniche contribuiranno a trasformare ed arricchire la città di Milano. Nota per i suoi edifici a bassa altezza, Milano ha subito una trasformazione negli ultimi anni, solo due grattacieli spiccavano nel tessuto urbano della città: il “Pirellone” e la “Torre Velasca”. Tuttavia, la città ha vissuto un cambiamento significativo con i grandi sviluppi immobiliari di Porta Nuova e CityLife. Questi progetti, hanno introdotto una virtuosità panoramica nella skyline cittadina. Questo nuovo entusiasmo per gli edifici alti ha portato a piani per la costruzione di circa 100 torri entro il 2030, anche se non tutte saranno estremamente alte. Alcune torri sono già quasi completate, la skyline si sta evolvendo, abbracciando la verticalità e aprendo una nuova era di diversità e innovazione architettonica. È in corso un’imponente espansione edilizia: solo al centro-nord della metropoli, un milione e mezzo di metri quadrati sono in fase di costruzione per il quartiere “MilanoSesto”, su progetto di Foster+Partners. Un altro milione di metri quadrati è in programma a nord-ovest, dove sorgerà il polo tecnologico “Mind”, comprendente università, centri di ricerca, ospedali, aziende hi-tech e residenze. Intorno alla città sono in arrivo ulteriori sviluppi immobiliari di varie dimensioni, con superfici che vanno dai dieci ai centomila metri quadrati e oltre. Ciò si aggiunge alla densificazione urbana legata ai progetti di riqualificazione dei sette ex scali ferroviari nelle aree più centrali. Non da meno è la questione dello Stadio Meazza nel quartiere di San Siro, ancora aperta, poiché le squadre Milan ed Inter desiderano sostituirlo con una nuova struttura più articolata. Il consumo di suolo registrato in città tra il 2021 e il 2022 è aumentato di otto volte rispetto al biennio 2019-2020, un’accelerazione che però preoccupa molti. Da un lato, la città ha perso ventimila abitanti negli ultimi due anni a causa della pandemia e soprattutto a causa della scarsità di alloggi accessibili, dall’altro, la quantità di cemento e asfalto in arrivo fa presagire un peggioramento del traffico veicolare in una città che già oggi è la quattordicesima più inquinata del pianeta. Le scelte politiche riguardanti la mobilità, la transizione ecologica e l’edilizia sociale saranno cruciali per la qualità della vita a Milano nel 2030 e oltre. Ulteriori info sull’articolo in questione di Abitare.
Architettura ed Intelligenza Artificiale

Il futuro dell’Architettura sarà dettato dall’Intelligenza Artificiale? Questa è la domanda che ci poniamo; L’IA, soprattutto nelle industrie creative, ha i suoi ostacoli, ciò nonostante alcuni designer sono preoccupati che l’intelligenza artificiale possa sostituire i lavoratori umani. Dato che il suo scopo è quello di creare macchine o programmi capaci di auto-gestione e di apprendimento, questa preoccupazione è più che logica. Tuttavia, la maggior parte degli esperti concorda sul fatto che l’IA ha il potenziale per rendere l’architettura più facile, più efficiente e ancora più sicura. I computer sono eccellenti nel risolvere i problemi con risposte chiare; snocciolando i dati e svolgendo compiti ripetitivi, gli esseri umani invece, sono più liberi di essere creativi e di lavorare su problemi più aperti come quelli della progettazione architettonica. I confini dell’immaginazione non sono mai stati così labili. Sognare edifici che somigliano ai pistilli di un fiore, fittissime reti da pesca che avvolgono le facciate dei palazzi, o ancora, metropoli a forma di giganteschi tram gialli sembra astruso e impensabile, ma non lo è. L’IA ha rivoluzionato e lo sta facendo tutt’ora in maniera sempre più determinante il nostro modo di vivere, lavorare, fare ricerca e acquisti online. Come funziona la progettazione parametrica usando l’Intelligenza Artificiale? La progettazione parametrica si basa su un sistema intelligente: i modelli vengono generati automaticamente da algoritmi, senza la necessità di un intervento manuale, basandosi su input e parametri specifici. Inoltre, l’IA viene sfruttata sia nella pianificazione, per eseguire analisi predittive e stime dei costi, sia nelle simulazioni in realtà aumentata, per fornire al cliente una visione completa del progetto architettonico. Il supporto creativo dell’IA all’architettura rappresenta, invece, una nuova tendenza che strizza l’occhio a un possibile cambiamento nel modo in cui l’urbanistica e le infrastrutture vengono concepite. Gli strumenti e i programmi software possono ora rendere i calcoli edilizi e l’analisi ambientale un compito semplice. Oggigiorno ci sono così tanti dati a portata di mano di un architetto che gestire informazioni come la temperatura e i dati meteorologici, le valutazioni dei materiali e altro ancora, può risultare complicato. Quando si tratta di progettare un edificio, prendere scorciatoie potrebbe non essere una buona idea. Ma l’intelligenza artificiale può ridurre significativamente il tempo necessario per pianificare e progettare una struttura attraverso il Building Information Modeling. Altre informazioni sugli articoli di Artribune e Dormakaba.
L’Architettura del Futuro

I primi anni del ventunesimo secolo appaiono chiaramente segnati da alcuni aspetti significativi: l’enorme quantità di nuovi edifici realizzati (che non ha precedenti storici); il crescente ricorso a nuove tecnologie, nuove tecniche costruttive, nuovi materiali; la sempre più diffusa consapevolezza in tema di sostenibilità; l’ibridazione tipologica. Ma è soprattutto la globalizzazione ad avere fortemente cambiato le regole del gioco nella professione con il suo asservimento al grande capitale internazionale, la sua evoluzione verso la complessità, il condizionamento mediatico e la conseguente spettacolarizzazione dei prodotti; ma anche con l’allargamento degli orizzonti a continenti e Paesi prima esclusi dalla scena internazionale e la crescente attenzione per le culture un tempo marginali, con la progressiva perdita delle certezze di carattere critico e metodologico e la conseguente diffusione di forme diverse di meticciato linguistico. Ciò che è stato da più parti definito come liquefazione o liquidazione della progettualità moderna, ha senza dubbio portato a forme diverse di frammentazione, in cui è facile scambiare per sperimentalità ciò che non è altro che casualità. Dopo questa breve introduzione, la vera domanda è dove ci porterà l’architettura nei prossimi anni? E quali sono i trend che influenzeranno il settore delle costruzioni? Non mancherà sicuramente un’architettura dotata di coscienza ambientale; Il riscaldamento globale, in questo momento, è una delle sfide più interessanti e urgenti per la società e, naturalmente per l’architettura. In base alle nuove direttive europee, tutte le case costruite in Europa dopo il 2020 dovranno avere un consumo energetico uguale quasi a zero. Gli edifici di nuova costruzione dovranno prevedere impianti di risparmio dell’acqua, apparecchi ad alta efficienza energetica e un migliore isolamento e tutto questo sarà fatto per ridurre l’impronta di carbonio delle future costruzioni. Riciclo ed il riuso, conosciuta anche come: Progettazione “Cradle-to-Cradle”. L’obiettivo è ridurre l’impatto ambientale degli edifici; le costruzioni e demolizioni producono tra il 30 e il 50 per cento dei rifiuti solidi dei paesi più sviluppati. Il principio base di questo modello è sfruttare e riutilizzare tutto ciò che è considerato rifiuto, e perseguire un uso efficiente delle risorse in ogni stadio del processo di costruzione. Molti produttori già offrono sul mercato materiali da costruzione che seguono questo tipo di processo, eccone alcuni esempi: finiture e rivestimenti ottenuti dal riciclo di pneumatici e vetro, pannelli di isolamento realizzati con sughero in granuli, o prodotti derivati dalla cellulosa degli scarti dell’industria della carta etc. Ristrutturare al posto di demolire per ricostruire da zero. Gli edifici datati o in disuso possono essere riconvertiti ed essere trasformati in strutture all’avanguardia, abitazioni moderne dalla seconda vita: negli interventi di ristrutturazione edilizia questa tendenza è sempre più visibilmente crescente (fortunatamente). La ricerca di un’architettura inclusiva. Un’architettura di tipo inclusivo comporta la necessità di fare un passo ulteriore, rispetto alla semplice eliminazione delle barriere architettoniche e alla creazione dell’accessibilità universale: significa progettare ambienti amichevoli, capaci di adattarsi alle più varie necessità e limitazioni che una persona può avere nel corso della sua vita. In quest’ottica, significa pianificare spazi dove la relazione sia facilitata e incoraggiata. Per non parlare degli stili di vita delle nuove generazioni, che danno grande valore a concetti come versatilità ed esperienza, influenzeranno l’architettura nella creazione di spazi aperti e di ambienti in grado di trasformarsi, adattarsi alle situazioni più varie e creare atmosfere confortevoli. Questo significherà avere case più piccole in termini di superficie, ma dotate di maggiore confortevolezza e funzionalità. Altre info sugli articoli di Houzz.
La Casa del Futuro

Come saranno le case del futuro? L’idea di casa è in continuo mutamento per una serie di fattori che vanno dalle politiche governative ai trend di consumo ed economici, dalle innovazioni tecnologiche fino ai cambiamenti culturali. L’evoluzione del design degli ambienti domestici riflette anche le emergenze e i cambiamenti che coinvolgono la società contemporanea. I consumatori esprimono interesse per la biodiversità e sperano di portare la natura all’interno delle case con elementi di design biofilico e materiali più naturali. E poi anche la tecnologia è destinata a plasmare i gusti in fatto di abitazioni con un chiaro interesse per i sistemi smart di illuminazione, di sicurezza domestica e per tutte le esigenze necessarie. Vista da fuori, la casa del futuro sarà in tutto e per tutto simile a quelle di oggi. Ma le apparenze ingannano, perché da un punto di vista tecnologico ed energetico sarà invece completamente diversa. Ecco alcuni esempi di tecnologia avanzata integrata nelle nostre abitazioni: i pannelli solari simili a vere e proprie tegole, che sostituiranno gli attuali fotovoltaici antiestetici e che riusciranno a ricoprire l’intero tetto per catturare molta più energia; il riconoscimento facciale, “i lucchetti intelligenti” per riconoscere ed aprire la porta a voi e tutte le persone registrate dal sistema; le finestre “hi-tech”, che funzioneranno in base alle vostre preferenze, regolando a proprio piacimento quanta luce far filtrare in base alla luminosità esterna, insieme alla cattura dell’energia dal sole, per permettere alla propria casa di essere autosufficiente; aumenterà la presenza di veri e propri robot in grado di eseguire compiti abitualmente; per non parlare di tutti gli elettrodomestici che potranno essere automatici ed automatizzati per i propri bisogni. Parliamo ora del mobilio che sarà presente nella vostra abitazione del futuro; verranno utilizzati mobili riciclati e sostenibili con una particolare attenzione per le catene di distribuzione locali. Inoltre l’interesse per i mobili realizzati su misura, artigianali e che integrano tecnologie intelligenti è sempre più in crescita. Si cercherà di fondere l’esterno con l’interno sempre di più. Sempre maggiore è l’interesse per gli spazi comuni e la volontà di aumentare la quantità di luce naturale in casa. È chiaro il desiderio di avere interni delle case che consentano di mantenere le persone a contatto con l’esterno. Altre info sugli articoli di Ad-Italia e Wired.
NEOM: la città del futuro

Futuristica, sostenibile e aperta a tutti, la smart city che sarà costruita nella provincia di Tabuk, in Arabia Saudita. Neom vinene descritta come «il modello urbano del domani nel quale l’umanità si evolve senza recare danno alla salute del Pianeta», tramite il programma vision 2030 che è stato avviato dal Paese per conquistare l’indipendenza economica dal petrolio. Un piano che cerca di ridurre la dipendenza dell’Arabia Saudita dal petrolio, diversificando la sua economia e sviluppando i settori dei servizi pubblici. Nei piani di sviluppo è previsto che le Intelligenze artificiali e i robot svolgeranno funzioni come sicurezza, logistica, consegna a domicilio e assistenza e che la città sia alimentata esclusivamente con energia eolica e solare. Un progetto da 500 miliardi di dollari che, con una superficie totale di 26.500 chilometri quadrati e un’area di gran lunga più estesa rispetto a quella del Kuwait o di Israele, dovrebbe svilupparsi nella provincia di Tabuk e al di fuori dei confini del regno, di cui non adotterà neppure il sistema giuridico, facendo invece affidamento a un ordinamento legislativo autonomo. The Line, l’esteso territorio della smart city includerà, tra le tante cose, anche The Line, un nucleo di comunità sviluppate lungo una direttrice immaginaria lunga 170 chilometri e larga 200 m, all’interno dell’area di Neom, attorno alla quale sorgerebbero quattro centri urbani e industriali più grossi, uno per ciascuna delle tipologie di territorio che attraversa: l’area marittima del golfo, quella desertica, la zona montuosa e la valle. Oxagon – Neom Industrial City, un complesso industriale galleggiante a forma di ottagono regolare, sarà il più grande del mondo una volta completato e fungerà da porto per le rotte marittime attraverso il Mar Rosso, si concentrerà sulla produzione moderna e la ricerca industriale e lo sviluppo incentrato sull’espansione del porto di Duba Trojena, la prima grande destinazione per lo sci all’aperto nella Penisola araba. Sarà situato nella catena montuosa più alta dell’Arabia Saudita, a circa 50 km dalla costa del Golfo di Aqaba, con altitudini comprese tra 1500 e 2600 m. Il sito è notevolmente più fresco rispetto al resto del territorio di Neom.
Le città del futuro costruite da zero

Il miliardario americano Marc Lore, sta concretizzando il suo piano per costruire una città utopica chiamata Telosa per 5 milioni di persone nel deserto americano – e non è l’unico con tali ambizioni. Perché è importante: ci sono circa una dozzina di progetti in tutto il mondo per creare città sostenibili e ipermoderne da zero. Anche se potrebbero non essere mai realizzate, le proposte stesse suggeriscono come potrebbe essere la città del futuro. La notizia: Telosa sarà costruita su 150.000 acri in Nevada, Utah o Arizona, e 50.000 persone la chiameranno casa entro il 2030, secondo i dettagli appena rilasciati dall’imprenditore Marc Lore. “Non stiamo solo costruendo una nuova città: questo è un nuovo modello per la società”, ha detto Lore in una “riunione del municipio” di Telosa a luglio, aggiungendo che vuole la sua nuova città sia “sostenibile ed equa per tutti”. Sarà governata da un principio che lui chiama “equità”, che sembra essere un miscuglio di democrazia, capitalismo e socialismo. Nella visione di Lore, i veicoli saranno elettrici e autonomi e le strade non avranno cordoli (che potrebbero ostacolare le persone diversamente abili) o parcheggi su strada. I 36 distretti di Telosa saranno ciascuno “città di 15 minuti”, dove tutto ciò di cui un residente ha bisogno è a pochi passi di distanza. Ogni edificio sarà “verde”, con pannelli fotovoltaici sul tetto che producono energia rinnovabile. Il progetto prevede che l’acqua dolce sia “immagazzinata, pulita e riutilizzata in loco”, creando un “sistema idrico diversificato ed efficiente resistente alla siccità”. Come funzionerà: un’organizzazione no profit chiamata Telosa Community Foundation acquisterà il terreno per costruire la città – “terreno che è praticamente senza valore”, come sostiene Lore. La speranza è che lo sviluppo aumenterà il valore della terra, e quindi la fondazione alla fine sarà in grado di creare un mercato per essa, investendo i proventi in un circuito economico che finanzierà l’istruzione, la formazione professionale, l’assistenza sanitaria, l’alloggio e altro ancora. Questa struttura “ci permette di offrire questi incredibili servizi sociali senza dover aumentare le tasse. Questo è il Santo Graal”, dice Lore.
Spazio retail 2018: il negozio del futuro

Le principali trasformazioni nello spazio retail nel 2018: il negozio del futuro Le ultime innovazioni annunciate da Amazon, Alibaba, Auchan, Ikea, Uniqlo, H&M, Mediaworld, Sainsbury’s Walmart,e altri. Dalla realtà virtuale e realtà aumentata, gli specchi interattivi, i comandi vocali per fare la spesa smart: sono le trasformazioni che i brand maggiormente capitalizzati hanno messo in scena nella prima metà dell’anno 2018, mentre si fa realtà il negozio del futuro senza casse e senza commessi in carne ed ossa. Come nel prossimo futuro acquisteremo e sceglieremo i prodotti? Come si trasformerà il negozio nel prossimo fututo? Il settore del retail ha subito più velocemente ed ha investito più risorse sulla trasformazione digitale, dando vita a una vera e propria esplosione di innovazioni. Del resto, innovare per migliorare efficienza e servizio offerto al cliente appare essere l’unica via per prosperare sul mercato. Il retail tradizionale è in trasformazione continua, come si evince dalla ricerca dell’Osservatorio Innovazione digitale nel retail del Politecnico di Milano, seguendo le innovazioni dell’eCommerce e dai modelli di business “very low cost”. Il cliente, che ormai è multicanale e si muove fra fisico e digitale senza più fare distinzioni, in questa battaglia ne esce vincitore. L’obiettivo è offrirgli la migliore customer experience. Si spiega così il grande numero di innovazioni che stanno disegnando il retail del futuro, in larghissima misura digitali, adottate per rendere più attrattivi i punti vendita e per accrescere l’integrazione online-off line, in una prospettiva di customer experience multicanale. Il negozio del futuro: le mosse dei brand che fanno tendenza Ogni ditta sperimenta per sé, seguendo la propria strada. Di seguito, presentiamo alcune delle più significative novità introdotte a livello internazionale nel 2018, senza pretese di esaustività. Sono annunci aiutano a capire come saranno i negozi di abbigliamento del futuro, i nuovi supermercati, i siti di eCommerce innovativi e così via. Amazon accelera le consegne e apre il secondo supermercato senza casse Le consegne di Amazon sono sempre più veloci, dettando di fatto gli standard per tutti gli altri operatori di commercio elettronico. Da luglio, per gli utenti Prime è attiva la sperimentazione di un nuovo servizio di Clicca e Ritira nei punti vendita Whole Foods, che possono acquistare prodotti alimentari online e ritirarli entro mezz’ora nei negozi, dove la spesa verrà caricata in auto. A luglio Amazon ha annunciato anche di essere pronta ad aprire il secondo supermercato senza casse e privo di personale Amazon Go a Seattle, dopo il test pilota sul primo punto vendita, aperto nel gennaio scorso. Il gigante dell’eCommerce ha fatto sapere che intende proseguire il progetto aprendo i negozi del futuro anche a Chicago e San Francisco. Gli esercizi commerciali senza commessi sono sempre più numerosi. Alibaba ne ha aperti da poco due in Cina. Il primo è un negozio di vini senza staff, tutto automatizzato, aperto a Hangzhou, città sede del suo headquarter. L’altro è Robot.He, un ristorante di Shangai dove i camerieri sono robot. Tramite lo smartphone, il cliente prenota il tavolo, sceglie i piatti che vuole mangiare e interagisce con il robot-cameriere che porta gli ordini. Walmart lancia la realtà virtuale per acquistare. Nasce il 3D virtual shopping È di poche settimane fa la notizia che Walmart ha brevettato uno store virtuale: si tratterebbe di un negozio dove, grazie ai visori 3D, è possibile entrare, muoversi tra gli scaffali, prendere gli articoli e inserirli in un carrello, immateriale pure quello. L’app è disponibile anche per acquistare arredamento: il tour virtuale in 3D in un appartamento pieno di oggetti disponibili per l’acquisto su Walmart.com permette ai clienti di muoversi ed acquistare con un semplice click tutti gli oggetti visibili. Disponibile anche l’opzione “Buy the room”: gli oggetti visibili nella stanza virtuale potranno essere acquistati in blocco, con un solo click. Da ricordare anche l’accordo per lo shopping vocale siglato l’anno scorso fra Walmart e Google. Uniqlo, l’assistente vocale di Google è integrato nell’App La tecnologia di riconoscimento vocale unita all’artificial intelligence sta dunque facendo il suo debutto nel retail. Anche Uniqlo (il colosso giapponese che tra poco aprirà anche a Milano), in partnership con Google, l’ha integrata sulla propria mobile App. basta pronunciare “Uniqlo IQ” o “Uniqlo FAQ” per mettersi in contatto con l’assistente vocale di Google che supporta il cliente rispondendo a diverse domande, come quelle sul monitoraggio della consegna degli acquisti online, ed è anche possibile chiedere consigli di stile personalizzati. Altre insegne, come le olandesi della GDO Bol e Jumbo, entrambe del gruppo Ahold –Delhaize, hanno da poco stretto accordi simili con Google. Non servirà più digitare o scrivere il proprio elenco della spesa, ma sarà sufficiente dettarla, oltre a poter tenere sotto controllo i valori nutrizionali degli alimenti e ingredienti, e ricevere consigli su ricette o offerte. Ikea, la cucina si sceglie con la realtà aumentata Ikea aprirà in centro a Londra un “advice centre shop”, con l’obiettivo di offrire un servizio personalizzato per i clienti che devono rinnovare le loro case. Per farlo, utilizza la realtà aumentata, integrando l’esperienza fisica con quella virtuale legata alla mobile App Ikea Place. Il personale in negozio sarà formato per supportare le esigenze dei clienti attraverso un approccio consulenziale. L’applicazione era già stata presentata l’anno scorso in Canada. Inizialmente erano due le tipologie di esperienze possibili: una permette al cliente di essere all’interno della cucina durante il procedimento di preparazione dei pancake, l’altro invece consente di vedere una versione base della cucina scelta per l’acquisto in uno spazio di virtual reality. Intanto, in Italia Ikea ha migliorato il servizio di eCommerce sperimentando il servizio locker nei punti vendita di Carugate, San Giuliano e Corsico: si tratta di armadietti dove i clienti possono ritirare 24 ore su 24 gli acquisti effettuati online. Una volta selezionati i prodotti sul sito ikea.it, è sufficiente scegliere il locker nel negozio più vicino attraverso il servizio ‘Clicca e ritira’. L’acquisto potrà essere prelevato il giorno stesso per gli ordini effettuati entro le ore 16.00, usando il codice univoco di apertura arrivato via SMS. H&M, specchi interattivi con riconoscimento vocale in camerino
Come sarà la casa del (prossimo) futuro?

Come sarà la casa del (prossimo) futuro? in che modo la tecnologia potrebbe rivoluzionare il mondo delle costruzioni nel corso dei prossimi cento anni? Lo indica il Living Report Future, analisi redatta da scienziati, accademici e futurologi. Nel rapporto gli esperti parlano di case stampate in 3D con materiali riciclabili, di grattacieli costruiti con nanotubi di carbonio o di diamanti così alti da far sembrare piccola la Torre Khalifa di Dubai. Ma ci saranno anche rivoluzionari earth-scrapers, ossia “grattaterra”, tunnel sotterranei di 25 piani sviluppati in profondità per offrire nuovi spazi abitabili oggi inimmaginabili. E, ancora, città sott’acqua, pareti mobili per appartamenti flessibili, dove all’aggiunta di scaffalature o stanze si provvederà schiacciando un bottone. Maggie Aderin-Pocock, coautore del rapporto commissionato da Samsung SmartThings , insieme a Arthur Mamou-Mani e Toby Burgess, architetti e docenti universitari di Westminster, e agli urbanisti Linda Aitken e Els Leclercq, hanno detto che se le nostre vite oggi sono quasi irriconoscibili rispetto a un secolo fa, i cambiamenti a cui assisteremo nel prossimo saranno altrettanto radicali. Alcuni di questi nuovi modi di vivere sono già delineati, mentre altri sembrano altamente improbabili. Appartamenti e uffici personalizzabili e flessibili I nostri edifici e gli interni si trasformeranno in spazi iper-flessibili: le stanze assolveranno a più funzioni grazie a pareti, pavimenti, soffitti con tecnologie incorporate che permetteranno di cambiare posizione a seconda dell’attività richiesta, per esempio la camera da letto diventa più piccola per fare spazio al soggiorno quando si ricevono ospiti. Ikea ha avviato un progetto per la produzioni di pareti mobili, ma qui si parla anche di muri intelligenti capaci di cambiare forma in 3D utilizzando piccoli attivatori che spingono e allungano una pelle flessibile per creare sedili o ripiani. Questi elementi delle nostre case saranno collegati a dispositivi indossabili per essere gestiti in unmodo molto simile a quello delle app. Anche gli edifici saranno in grado di adattarsi alle esigenze dei suoi abitanti e dell’ambiente esterno. Sulla base di sensori e interfacceutente, si apriranno dei terrazzamenti o tettoie per far atterrare i droni o la modifica della geometria in base alla temperatura esterna. Un principio simile, ma ovviamente meno tecnologico si ritrova nel progetto delle Al Bahr Towers di Abu Dhabi, dove il concetto di mashrabiya (un tipo di grata in legno diffusa nell’architettura islamica) è reinterpretato in una serie di elementi dalla forma ad ombrello che si aprono e si chiudono in risposta ai movimenti del sole. Materiali autopulenti e autorigeneranti Ci sono tecniche come la biomimetica, lo studio dei processi biologici e biomeccanici della natura, che studia nuove soluzioni, come ad esempio lo spray impermeabilizzante Superhydrophobic che imita su scala molecolare il meccanismo attivato dal fiore di loto per respingere le gocce di acqua. Altri studi si sono cocnetrati sui trattamenti delle superfici con le nanotecnologie, talmente diffusi in futuro da ridefinire completamente le attività di manutenzione e pulizia. L’inserimento di batteri produttori di calcare, come Bacillus pseudofirmus o Sporosarcina pasteurii, all’interno di calcestruzzo per suturare ed arginare eventuali crepe: capaci di rimanere inerti fino a 200 anni. Si potrebbero attivare solo quando pioggia o umidità interferiscono in modo consistente nelle facciate degli edifici.Un prodotto di questo genere può aumentare di molto la sicurezza degli immobili e diminuirne al tempo stesso i costi di manutenzione. Costruire verso l’alto Le ricerche nei materiali da costruzione hanno compiuto grandi progressi tanto da ipotizzare una possibile sostituzione dei rinforzi negli edifici con il cemento composito di nanotubi di carbonio 16 volte più forte rispetto all’acciaio. Mentre i nanotubi di diamante aggregati sostituiranno i cavi di acciaio grazie a una resistenza 100 volte superiore per un sesto del peso. Le attività di costruzione saranno sempre più automatizzate, con operai e gru sostituiti da bracci robotici mobili e droni telecomandati e permetteranno di progettare strutture sempre più alte. Intere città potrebbero essere innalzate all’interno di mega-strutture verticali con case prefabbricate su piattaforme sopraelevate e collegate da autostrade e vie pedonali. Saranno sospesi nel vuoto, anche interi centri commerciali, bar, ristoranti e parchi. La Kingdom Tower in costruzione a Gedda, città costiera dell’Arabia Saudita, con la sua probabile altezza di oltre mille metri e il 157esimo piano fatto a terrazza dovrebbe dare un’idea semplificata di un futuro ancora remoto. Perché un nuovo tipo di drone-autovettura volerà direttamente ai diversi livelli alti edifici e la strada si estenderà su un piano verticale. Può darsi quindi che i grattacieli potrebbero non avere più bisogno, o solo in parte, di impianti di risalita; questo è un dettaglio che potrebbe cambiare profondamente l’architettura d’interni con piani totalmente open space. La facciata dell’edificio sarà completamente rimodellata. Abitare in profondità Alla colonizzazione del cielo seguirà quella della parte più interna della terra con strutture sotterranee multilivello. E se sperate che ciò possa avverarsi fra moltissimi anni, il progetto di un grattacielo a forma di piramide azteca rovesciata di 65 piani per 304 metri presentato dallo studio messicano BNKR Arquitectura per la piazza principale di Città del Messico, non lascia illusioni in merito. In fondo, l’interno della struttura svuotata come pozzo di luce naturale e una ventilazione non è una novità, ma una tecnica utilizzata nell’antico palazzo greco di Cnosso a Creta. E che dire dei super basements di Londra? È la nuova moda delle case super lusso di Kensington o Chelsea dove gli oligarchi per massimizzare l’investimento e triplicare l’estensione della proprietà fanno costruire dei bunker dotati di sala cinema, campo pratica per il golf, camere da letto e cucina. Costruire verso il basso riduce i consumi energetici perché si sfruttano le naturali proprietà isolanti del suolo.