Puntata 9: Soluzioni Tecnologiche (Smart Bathroom) – La mini guida Pura + minus

La tecnologia che semplifica la vita e riduce l’ingombro fisico delle funzioni. Nei moderni contesti urbani, la gestione dello spazio domestico è diventata una delle sfide progettuali più complesse e pressanti, specialmente all’interno dei bagni di piccole dimensioni che spesso sacrificano il comfort sull’altare della necessità. Superfici ridotte e planimetrie vincolate impongono la presenza contemporanea di troppi elementi indispensabili, come sanitari, lavatrici e mobili contenitori, trasformando un ambiente che dovrebbe essere dedicato al benessere e al relax in un luogo visivamente caotico e fisicamente angusto. L’ingombro generato da reti impiantistiche tradizionali, tubazioni a vista e accessori sporgenti non solo limita drasticamente la libertà di movimento, ma rende anche difficili le quotidiane operazioni di pulizia e manutenzione. Senza un approccio innovativo, il rischio concreto è quello di vivere quotidianamente un profondo senso di oppressione e frustrazione all’interno delle mura domestiche. La tecnologia risolve questa criticità integrando funzioni complesse in elementi d’arredo intelligenti, compatti e sospesi, capaci di eliminare l’ingombro visivo e ottimizzare i centimetri disponibili per restituire libertà, armonia e assoluta praticità. 1. Specchi Smart: Con schermo integrato per meteo, news, connessione bluetooth e sistema anti-appannamento. 2. Shower wc (Washlet): anitari che uniscono wc e bidet in un unico elemento, risparmiando una parete. 3. Rubinetteria elettronica: Attivazione a sensore per risparmio idrico e linee ultra-pulite senza leve. 4. Cronotermostati Wi-Fi: Gestione del riscaldamento (es. scaldasalviette) per trovare il bagno caldo senza sprechi. 5. Soffioni doccia smart: Regolano il flusso d’acqua atomizzandolo, aumentando la percezione del getto e riducendo i consumi. 6. Sistemi anti-allagamento: Sensori wireless a pavimento che bloccano l’acqua in caso di perdite. 7. Riscaldamento a pavimento (o parete): Elimina i radiatori ingombranti, regalando un calore radiante uniforme. 8. Idromassaggio verticale micro: Jet a parete nella doccia che non occupano spazio ma offrono idroterapia. 9. Sanitari autopulenti: Sistemi integrati di igienizzazione automatica ad ogni scarico. 10. Prese USB stagne: Integrate nei punti strategici per ricaricare i device di benessere. Abbracciare l’innovazione tecnologica significa trasformare radicalmente la percezione del bagno piccolo, elevandolo da semplice stanza di servizio a un’oasi di design minimale e funzionale. Scegliere soluzioni d’avanguardia che riducono l’ingombro fisico è l’investimento definitivo per migliorare il benessere quotidiano e valorizzare ogni singolo metro quadrato della propria casa.
Montascale modalità di installazione casa e condominio, focus su bonus 2025

I costi, le agevolazioni e il bonus per l’abbattimento delle Barriere Architettoniche le aliquote della detrazione fiscale I.V.A. da applicare – aspetti condominiali L’acquisto di un montascale è un investimento oneroso ma sono state dedicate normative per detrazioni fiscali finalizzate all’abbattimento delle barriere architettoniche che riducono notevolmente i costi di acquisto e di installazione. Un eventuale costo per fornitura e installazione e consigliamo di contattare le migliori ditte di montascale, ma il prezzo può variare da: – Caratteristiche tipologia: comandi, velocità e portata e finiture. – posizione di installazione se interna o esterna all’abitazione. – andamento delle scale se le scale hanno un andamento a doppia rampa o curvilineo il costo è maggiore rispetto ad una rampa rettilinea – Lunghezza della rampa. – Tipologia: a pedana o a poltroncina, a piattaforma, a cingoli ecc. La fornitura e l’installazione in linea di massima parteda un minimo di 5.000 Euro fino a raggiungere i 14.000 Euro. Dipende dalla tipologia, la dotazione, i tratti più lunghi e tortuosi e in base alla tecnologia adottata. Per un costo specifico si consiglia di contattare ditte specializzate. I bonus previsti anche per l’anno 2025 per abbattimento Barriere Architettoniche sono rimaste al 75% della spesa sostenuta, oppure altro bonus è per le ristrutturazioni al 50% ma tale detrazione non è fruibile contemporaneamente alla detrazione del 19% prevista per le spese sanitarie. I pagamenti dovranno essere eseguiti con modalità tracciata tramite bonifico, indicando precise causali e molte banche hanno predisposto dei bonifici pre-compilati. Nel caso in cui non la banca non sia dotata di bonifici pre-compilati, indichiamo una causale corretta: Bonifico relativo a lavori edilizi che danno diritto alla detrazione prevista dall’articolo 16-bis del D.P.R. 917/1986 e succ. agg. per il Pagamento della fattura n……….. del …………. a favore di …………….. partita Iva …………………. Beneficiario della detrazione ……………….. Codice Fiscale Beneficiario ………………. Montascale come comportarsi nel condominio e quali sono i diritti per eliminazione Barriere Architettoniche Per far installare un montascale sulle scale condominiali comuni, avrai bisogno dell’approvazione anche dei condomini. l’installazione di montascale devono essere approvati con la maggioranza degli intervenuti, purché rappresentino la metà del valore dell’edificio, quindi, più di 500 millesimi, quindi una delibera per essere approvata necessita di 500 millesimi + 1 millesimo e la maggioranza del numero dei condomini ad esempio 2 su totali 3 del condominio. Per ripartire le spese si dovrà raggiungere la maggioranza, in prima o in seconda convocazione. Altrimenti, il dispositivo può comunque essere installato, ma le spese saranno totalmente a carico del condomino del richiedente. Occorre precisare che, è non è possibile realizzare un montascale o un ascensore, se queste opere rendano parti comuni dell’edificio inservibili all’uso o al godimento anche di un solo condomino. Se ad esempio, installando il dispositivo si riduce eccessivamente l’ingombro della scala, quest’ultimo non potrà essere installato. La larghezza minima della rampa esterna è di 100 cm. La Cassazione, con la sentenza n. 24235/2016, ha deliberato che non è possibile costruire un’innovazione (nel caso specifico un montascale) qualora esso comprometta l’utilizzo di un bene da parte anche di un solo singolo condomino. Quindi la legge ribadisce anche in questo caso che il diritto di proprietà prevale sul diritto della persona disabile di intervenire sull’edificio per l’abbattimento le Barriere Architettoniche. Come evidenziato dall’ex. L.13/89 e succ. agg. in materia di abbattimento di barriere architettoniche, è opportuno accertarsi di non arrecare danno o limitare i diritti a nessuno dei condomini, in base alle leggi in vigore, pena l’impossibilità di eseguire le opere di abbattimento le Barriere Architettoniche. Il Codice Civile disciplina in maniera chiara le modalità di realizzazione dimodifiche all’interno di uno spazio condominiale. In particolare sono da tenere presenti gli artt.1120 e 1121 che riguardano le innovazioni e le innovazioni gravose e voluttuarie, e l’art. 1136relativo alla validità del voto dell’assemblea. Gli interventi volti all’eliminazione delle barrierearchitettoniche non possono in alcun caso ovviare a questi articoli, come ricorda la legge 13/1989 in materia di eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici privati all’art. 2. Pratiche per la presentazione in Comune Generalmente la pratica edilizia da presentare in comune per l’installazione di un montascale è la CILA, Comunicazione di Inizio Lavori Asseverata. Per questa pratica dovrai rivolgerti ad un tecnico abilitato alla libera priofessione quale: Geometra, Architetto o Ingegnere. I permessi dipendono dalle prescrizioni del regolamento edilizio comunale e dalle leggi Regionali in vigore.
Bonus facciate 90% Ristrutturazione dei prospetti esterni degli edifici

Il Governo ha introdotto per il 2020 un bonus facciate del 90%, per la ristrutturazione dei prospetti esterni degli edifici. La misura è stata introdotta per rilanciare gli investimenti per il restauro e il recupero delle facciate di palazzi e condomini. Il bonus facciate consiste in “un credito fiscale del 90% per chi rifà nel 2020 la facciata di casa o del condominio. La nuova detrazione servirà a rilanciare la cura degli stabili, la riqualificazione del patrimonio edilizio e il risparmio energetico con effetti immediati nel settore edilizio, sul decoro urbano e sulle entrate fiscali. Secondo una stima del Centro studi dell’Associazione Nazionale dei Costruttori Edili (Ance), il bonus facciate potrebbe creare un giro d’affari da 2,8 miliardi di euro e il costo per l’erario dovrebbe aggirarsi intorno a 12 milioni di euro per il 2021, anno in cui si manifesteranno gli effetti finanziari sul bilancio statale. Non è ancora stato reso noto a quali interventi si applicherà il nuovo bonus facciate, ne se si aggiungerà ai bonus fiscali già in vigore a favore delle abitazioni. Ad oggi, i lavori su singole unità immobiliari e condomini per rifacimento di intonaci e finiture, rivestimento delle facciate, coibentazione, ecc. godono del bonus ristrutturazione del 50%, mentre la coibentazione, l’installazione di sistemi a cappotto e le facciate ventilate accedono all’ecobonus del 65%. Nei condomini, se i lavori migliorano la prestazione energetica e interessano almeno il 25% dell’involucro, la percentuale di detrazione arriva al 70%-75%, se sono associati al miglioramento sismico in zona sismica 1, 2 e 3 addirittura all’85%. In quest’ultimo caso si è molto vicini al 90% previsto dal bonus facciate, mentre i lavori agevolati al 50% e al 65% potrebbero salire al 90%, diventando molto più convenienti. Attendiamo di leggere la Manovra 2020, i requisiti e i limiti del nuovo bonus. Si stima che in Italia ci sono: 1 milione di edifici costruiti dal 2000 ad oggi; 5,5 milioni costruiti dagli anni ’60 alla fine del Novecento; 1,8 milioni tra 1946 e 1960; 1,4 milioni tra le due guerre; 2,2 milioni costruiti prima del 1919, per un totale di 11,9 milioni di edifici residenziali. Il nostro studio apprende con soddisfazione della volontà del Governo di introdurre un bonus destinato al rifacimento delle facciate degli edifici, perché sono molti gli edifici nella provincia di Venezia, Padova e Treviso che hanno un urgente bisogno di opere di rifacimento estetico, isolamento termico ma anche per la sicurezza delle persone. Bisogna inoltre ricordare che attualmente esistono altre possibilità di detrazioni fiscali: il sismabonus, già prorogato fino al 2021 che permette di recuperare buona parte della spesa per adeguare il proprio edificio contro il rischio sismico; le detrazioni fiscali per la riqualificazione energetica ed edilizia degli immobili che resteranno in vita un altro anno e l’ecobonus, e il bonus mobili prorogati al 31 dicembre 2020. Non cambieranno le aliquote delle agevolazioni, ma l’unica novità potrebbe essere rappresentata dallo sconto immediato in fattura alternativo alle detrazioni. La detrazione fiscale per la riqualificazione energetica degli edifici è prorogata per tutto il 2020. Saranno incentivati con un bonus del 65% gli interventi di riqualificazione energetica globale, i lavori sull’involucro, l’installazione di pannelli solari per la produzione di acqua calda, la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale con caldaie a condensazione in classe A e contestuale installazione di sistemi di termoregolazione evoluti, la sostituzione di scaldacqua tradizionali, l’acquisto e posa in opera di micro-cogeneratori in sostituzione degli impianti esistenti. La detrazione del 65% per gli interventi sull’involucro potrebbe accavallarsi al nuovo bonus facciate del 90%, che diventerà operativo dal 1° gennaio 2020 e avrà durata di un anno. Per fare delle valutazioni più approfondite sarà necessario attendere i dettagli della nuova detrazione. Otterranno una detrazione fiscale del 50% la sostituzione delle finestre comprensive di infissi, l’acquisto e posa in opera delle schermature solari, la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale con caldaie a condensazione in classe A, la sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con impianti a biomassa. Si può inoltre presumere che per gli interventi di riqualificazione energetica delle parti comuni di edifici condominiali che interessino almeno il 25% dell’involucro, resterà confermata la detrazione del 70%, che sale al 75% se con l’intervento di miglioramento della prestazione energetica invernale ed estiva si consegue almeno la qualità media di cui al DM 26 giugno 2015. Resteranno invariati i tetti di spesa già esistenti che saranno ripartite in dieci quote annuali. Per tutto il 2020, il bonus ristrutturazioni consentirà di detrarre dall’Irpef il 50% delle spese sostenute fino al 31 dicembre 2020, con un limite massimo di 96.000 euro per unità immobiliare, per la riqualificazione edilizia delle abitazioni e delle parti comuni degli edifici condominiali. L’agevolazione, riguarda gli interventi di manutenzione ordinaria, straordinaria, restauro e risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia, nonché i lavori su immobili danneggiati da calamità, l’acquisto e costruzione di box e posti auto, l’eliminazione delle barriere architettoniche, la prevenzione degli illeciti, la cablatura e riduzione dell’inquinamento acustico, gli interventi per il risparmio energetico, l’adozione di misure antisismiche, la bonifica dall’amianto, la messa in sicurezza contro gli infortuni domestici. All’interno del pacchetto di detrazioni fiscali sugli interventi di ristrutturazione degli immobili c’è anche il bonus sull’acquisto di immobili situati in edifici ristrutturati dalle imprese e messi in vendita entro 18 mesi dalla fine dei lavori. La detrazione del 50% si calcola sul 25% del prezzo di acquisto. Si può anche in questo caso presumere che l’agevolazione sarà prorogata. La proroga al 31 dicembre 2020 riguarda anche la detrazione Irpef del 50% per l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici di classe non inferiore alla A+ (A per i forni), destinati ad arredare un immobile oggetto di ristrutturazione. Al momento, a prescindere dall’entità delle spese sostenute per i lavori di ristrutturazione, l’importo massimo di spesa detraibile per i mobili e gli elettrodomestici è di 10.000 euro, IVA compresa, e la quota detraibile è pari al 50% della spesa sostenuta. Le regole non dovrebbero cambiare, ma si attende comunque il testo della nuova norma.
Ristrutturazione: la zona cucina è la più amata dagli Italiani

Ristrutturazione: la zona cucina è la parte della casa più amata dagli Italiani Con una spesa media di oltre 44mila euro l’Italia si posiziona nella fascia alta della classifica relativa al budget per ristrutturare casa. Un mercato, quello delle ristrutturazioni, che nel nostro Paese è stato vivacizzato dagli incentivi, dalla detrazione fiscale del 50% sui lavori effettuati per ristrutturare agli incentivi per il risparmio energetico fino al bonus mobili. In Italia si ristruttura quando si compra casa, ma anche per riadattare l’abitazione di proprietà se non si vuole cambiare zona o bisogna renderla adeguata ai cambiamenti della famiglia. In Europa la spesa più elevata è quella del Regno Unito, dove in media si spendono oltre 58mila euro per rifare l’abitazione. Gli italiani, in media, ristrutturano tutti gli spazi interni della casa e la zona cucina, francesi (40%) e inglesi (34%) danno importanza soprattutto alla camera da letto e russi e danesi principalemnte alla cucina. Anche per gli Italiani il locale più amato per il restyling è la cucina. Come nei tempi dei nonni, quando le famiglie si riunivano nell’ampia cucina familiare, anche oggi è questa l’anima della casa oltre alla zona tv-camino. Ci si riunisce per oltre tre ore al giorno, ci scambiamo opinioni si cucinano e si gustano prelibatezze, anche complici i nuovi media. Sulla zona cucina siamo disposti a investire per renderla sempre più vicina a quella dei nostri sogni. Questo il risultato dell’ultimo sondaggio del sito di Houzz. E la disponibilità di spesa per ristrutturare e rinnovare questa parte dell’abitazione è piuttosto alta. La cucina rappresenta, secondo il sondaggio, il luogo per eccellenza in cui cucinare, mangiare bene e stare a tavola riuniti con la propria famiglia. Nonostante il poco tempo che trascorriamo tra le quattro mura domestiche, i nostri connazionali sembrano essere ancora molto legati al concetto di cucina come fulcro di ogni attività domestica e la maggior parte vi trascorre oltre tre ore in un solo giorno. Cucinare (98%), mangiare (75%), socializzare (42%) e intrattenersi (40%) sono le attività che vi vengono svolte con maggior frequenza. Ma cosa cercano gli italiani nella cucina del futuro? Tra le caratteristiche più importanti che la cucina deve avere, troviamo la semplicità nell’organizzazione (58%) o nella pulizia (51%), la possibilità di ospitare tutta la famiglia (30%), la praticità nel cucinare (25%) e la comodità nel mangiare (24%) e ricevere ospiti (24%); mentre tra le modifiche che vengono effettuate ci sono la nuova disposizione di mobili e attrezzature (70%), l’apertura verso le altre stanze (43%) e l’ampliamento del locale (52%). Gli elementi più rinnovati in cucina sono i piani di lavoro (68%), gli elettrodomestici (66%) e l’illuminazione (60%) che migliora di molto la qualità dei colori percepiti. Per ristrutturare la propria cucina, il 72% degli italiani vorrebbe avere un professionista del settore residenziale possibilmente un architetto che si occupa anche di interior design in modo da ottimizzare al meglio gli spazi, i materiali e soprattutto la luce per poter realizzare la stanza dei propri sogni. Ma quali sono i motivi per i quali ci apprestiamo a rinnovare questo locale? Il 47% vuole personalizzare la propria casa da poco acquistata, il 16% la ritiene datata o deteriorata il 16% la vuole una zona cucina adattare ai cambiamenti avvenuti in famiglia, come ad esempio l’arrivo di figli, oppure ad un novo stile di vita. I budget di spesa che gli italiani sono disposti a destinare alla ristrutturazione della cucina sono piuttosto alti: il 35% stanzia da 5mila a 10mila euro (il 28% li ha spesi per i lavori completati), il 24% dai 2.500 ai 5mila (il 23% li ha spesi per i lavori completati), e il 21% meno di 2.500 euro (il 16% li ha spesi per i lavori completati). Se consideriamo budget più alti, addirittura il 15% decide di stanziare dai 10mila ai 25mila per il rinnovamento, mentre addirittura il 29% arriva a spendere queste cifre a lavori finiti. Per qualità dello spazio/estetica che si richiede per la nuova cucina ristrutturata, il 44% delle persone intervistate desidera abbondante luce naturale con un’ottima integrazione della luce artificiale, mentre per il 47% la priorità è che questo locale si integri perfettamente nel resto della casa. Ricordiamo che le migliori cucine contemporanee dovrebbero rappresentare la dualità di ricreare un ambiente raccolto ma allo stesso tempo open space e che dialoghi con le altre zone della casa, dando vita a un ambiente unico ed aperto in cui accogliere famiglia e amici non solo per per il cibo ma anche per socializzare.