Il progetto interpreta il tema della villa unifamiliare come equilibrio tra architettura, paesaggio e intimità. L’edificio si dispone lungo uno dei margini del prato, liberando la parte centrale della proprietà e preservando la continuità percettiva del parco.
La scelta insediativa consente di valorizzare la profondità dello spazio aperto, costruendo al tempo stesso una sequenza controllata di visuali, soglie e schermature capace di garantire ai proprietari un elevato grado di privacy.
Il carattere contemporaneo della villa emerge soprattutto nel rapporto tra massa, luce e trasparenza.
L’impiego di superfici in U-glass consente di trasformare parte dell’involucro in una membrana luminosa: durante il giorno diffonde una luce morbida e controllata negli ambienti interni, mentre dall’esterno protegge la vita domestica attraverso un sofisticato equilibrio tra traslucenza e riservatezza.
Ne deriva un’architettura in cui privacy e apertura non sono condizioni opposte, ma parti della stessa esperienza spaziale.
I materiali più pieni e materici definiscono le parti radicate al suolo; le superfici traslucide alleggeriscono invece l’involucro e modificano la percezione dell’edificio al variare della luce.
La villa nasce così dall’incontro tra due culture: la precisione astratta del Modernismo e la profondità materica della tradizione italiana.
Un’abitazione pensata non come oggetto isolato nel paesaggio, ma come presenza discreta e calibrata, capace di proteggere l’intimità dei suoi abitanti e, allo stesso tempo, di instaurare con il parco una relazione continua, luminosa e profondamente contemporanea.
Il linguaggio architettonico rilegge con misura alcune matrici del primo Modernismo europeo degli anni Trenta e Cinquanta: proporzioni rigorose, orizzontalità, chiarezza dei volumi e continuità tra interno ed esterno.
Questa matrice internazionale viene tuttavia ricondotta a una sensibilità profondamente italiana attraverso una selezione precisa dei materiali e delle lavorazioni.
Laterizio, marmorino veneziano e pavimentazioni in pastellone introducono una dimensione tattile e domestica, legata alla tradizione costruttiva e artigianale del territorio. Materiali senza tempo, scelti non per evocazione decorativa, ma per la loro capacità di acquisire profondità e carattere con il trascorrere degli anni.
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