Una nuova idea di verticalità per Dubai: un edificio capace di integrare densità urbana, paesaggio e strategie ambientali in un unico organismo architettonico. La torre interpreta il clima come materia di progetto, trasformando luce, ventilazione e verde in elementi attivi della composizione.
Nel paesaggio in continua trasformazione di Dubai, il progetto interpreta la torre non come un oggetto isolato, ma come una vera infrastruttura urbana e ambientale.
Inserito ad Al Barsha, il complesso si sviluppa su circa 200.000 metri quadrati e costruisce una nuova centralità attraverso un programma ibrido che integra residenze di lusso, uffici, hospitality a cinque stelle, spazi per conferenze, retail e un centro commerciale articolato su sei livelli. Al centro della composizione emerge una torre di circa 300 metri, concepita come un organismo verticale capace di mettere in relazione densità urbana, efficienza e natura.
La geometria nasce da una pianta triangolare estremamente compatta, attraversata da una vera e propria **spina verde verticale**. Da questo nucleo si sviluppano quattro bracci che progressivamente si assottigliano verso l’alto, alleggerendo la silhouette e trasformando il profilo dell’edificio in una presenza dinamica nel skyline.
Forma, struttura e comportamento ambientale appartengono alla stessa idea progettuale. La configurazione dell’involucro è studiata in relazione all’irraggiamento solare, ai venti dominanti e alle condizioni climatiche del Medio Oriente, combinando strategie passive, schermature, ombreggiamento, ventilazione naturale e sistemi di controllo capaci di ridurre la domanda energetica senza compromettere comfort e qualità degli spazi.
Il verde entra nell’edificio e ne attraversa la sezione, trasformando terrazze, vuoti e spazi intermedi in luoghi climatici prima ancora che scenografici. Architettura e paesaggio diventano così parti di un unico sistema.
La torre ambisce a portare il principio della ventilazione naturale a una scala verticale eccezionale, proponendo un modello in cui sostenibilità e qualità architettonica non sono elementi sovrapposti, ma generano direttamente la forma.
Un’architettura pensata per Dubai, ma capace di superare l’idea convenzionale di grattacielo: meno oggetto iconico, più organismo climatico. Una struttura in cui logica urbana, efficienza, natura e tecnologia convergono in un’unica esperienza verticale.
La strategia ambientale nasce direttamente dalla forma dell’edificio.
La geometria compatta, articolata attorno a una spina verde verticale, è studiata per ottimizzare esposizione, ventilazione e controllo solare, riducendo il carico energetico attraverso un uso esteso di principi passivi. Schermature, ombreggiamento, profondità dell’involucro e orientamento contribuiscono a mitigare le condizioni climatiche estreme di Dubai e a migliorare il comfort interno.
Il verde non è trattato come elemento decorativo, ma come parte integrante del sistema ambientale. Terrazze, vuoti e spazi intermedi definiscono microclimi, favoriscono ombra e contribuiscono a costruire una relazione più diretta tra edificio e paesaggio.
La ventilazione naturale assume un ruolo centrale nella concezione della torre, affiancata da sistemi ad alta efficienza per la gestione dell’energia, dell’illuminazione e delle condizioni ambientali interne.
La sostenibilità diventa così principio generativo del progetto: struttura, forma, clima e natura convergono in un’architettura verticale capace di ridurre consumi, migliorare il comfort e restituire al grattacielo una dimensione più sensibile, adattiva e profondamente contemporanea.
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