Il progetto trae ispirazione dal linguaggio stesso di Pagani, fondato sull’incontro tra ingegneria, ricerca sui materiali e cultura del fatto a mano.
La fibra di carbonio, elemento iconico della produzione automobilistica del marchio, viene trasferita nell’architettura degli interni e utilizzata come componente strutturale del mobilio custom. Non come semplice citazione estetica, ma come materiale autentico, capace di stabilire una continuità diretta tra l’automobile e lo spazio che la accoglie.
Superfici pure, essenze selezionate, dettagli metallici ed elementi derivati dal mondo automotive definiscono un ambiente controllato e sofisticato, nel quale ogni componente assume un ruolo preciso.
Il risultato è uno spazio costruito per sottrazione, dove ogni materiale, ogni dettaglio e ogni sorgente luminosa contribuiscono alla stessa idea di precisione.
Un ambiente nel quale design, tecnologia e artigianalità si fondono in un’esperienza coerente con l’identità Pagani.
Non un semplice showroom, ma uno spazio di rappresentanza e configurazione nel quale l’architettura assume lo stesso principio che guida le automobili: nulla è superfluo, ogni elemento è necessario.
La luce diventa parte integrante del progetto.
L’illuminazione è studiata con un approccio quasi museale, attraverso effetti scenografici calibrati per valorizzare materiali, texture e superfici delle automobili.
Intensità, direzione e temperatura colore vengono modulate in funzione delle finiture, delle essenze e delle tonalità selezionate.
Particolare attenzione è dedicata alla resa cromatica e alla temperatura in gradi Kelvin, così da garantire una percezione quanto più possibile fedele dei materiali destinati agli interni delle vetture.
La luce non è quindi soltanto uno strumento compositivo, ma una vera infrastruttura percettiva: accompagna il cliente nella scelta di pelle, fibra di carbonio, metalli ed essenze, restituendo in showroom una lettura coerente con la loro percezione reale.
Pubblicazione, riviste di settore